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Viaggi 3 min di lettura2 ore fa

Il sisma dietro le porte: 4 aperture speciali in Abruzzo

Tra ottobre e novembre 2026, quattro luoghi storici dell’Abruzzo saranno visitabili gratuitamente per mostrare restauri, danni e testimonianze artistiche riemerse dopo il terremoto.

Non saranno semplici visite a monumenti storici: in quattro occasioni l’Abruzzo permetterà di osservare da vicino anche i lavori che stanno restituendo alla collettività edifici e opere colpiti dal terremoto del 2016. Tra Teramo, Capitignano e Isola del Gran Sasso, aperture straordinarie e percorsi guidati gratuiti accompagneranno il pubblico dentro complessi normalmente non accessibili o ancora interessati da interventi di recupero.

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Il restauro diventa un racconto pubblico

Il calendario si apre sabato 17 ottobre 2026 al Santuario della Madonna delle Grazie di Teramo, visitabile dalle 11 alle 18. I gruppi partiranno ogni ora e potranno comprendere al massimo 20 persone; nella stessa giornata sarà accessibile anche la vicina area archeologica, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Nel santuario si potranno conoscere la storia del complesso e alcune opere di rilievo, tra cui la Madonna col Bambino rinascimentale attribuita a Giovanni di Biasuccio. Il percorso toccherà anche il chiostro e l’ex refettorio, dove il restauro ha fatto emergere pitture murali e ulteriori testimonianze artistiche. Le origini del sito risalgono al 1153, con la fondazione del monastero benedettino di Sant’Angelo delle Donne; in seguito il complesso passò ai Frati Minori Osservanti e la chiesa assunse l’attuale configurazione nell’Ottocento.

L’iniziativa rientra nel programma nazionale “A dieci anni dal sisma (2016-2026)” e nel Piano di Valorizzazione Radici 2026. A promuoverla sono il Ministero della Cultura, il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, la Direzione Generale ABAP e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, insieme a Prefettura di Teramo, Diocesi di Teramo-Atri e Comune di Teramo.


Due tappe tra palazzi e conventi

Il secondo appuntamento è fissato per sabato 24 ottobre a Capitignano, in provincia dell’Aquila. Palazzo Ricci e la Chiesa di San Domenico saranno aperti dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, con accessi ogni ora e gruppi composti da non più di 15 visitatori.

La visita illustrerà il recupero in corso e permetterà di osservare le decorazioni della dimora e dell’edificio religioso adiacente, nato come cappella privata collegata al palazzo. Le prime origini del complesso risalgono al XV secolo, mentre i cambiamenti più importanti furono realizzati tra Settecento e Ottocento con il contributo di Giovanni e Raffaele Stern e Giuseppe Valadier. In quel periodo Palazzo Ricci divenne anche residenza estiva di Papa Pio VI.

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Il programma tornerà a Teramo sabato 14 novembre, questa volta nell’ex Convento di San Giovanni. Anche qui le visite si svolgeranno ogni ora, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, per gruppi di massimo 15 persone.

L’architettura conserva i segni delle diverse epoche attraversate dal monastero, fondato nel XIV secolo nell’area dell’antico centro romano. I lavori di riparazione e consolidamento avviati dopo i danni del sisma hanno inoltre portato alla luce nuovi elementi. La destinazione religiosa terminò con la soppressione del 1861; successivamente gli ambienti furono trasformati in sede scolastica.


A Isola riaffiora il Cinquecento

La conclusione del percorso è prevista domenica 15 novembre nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Isola del Gran Sasso. L’edificio sarà aperto dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, con turni orari e gruppi di massimo 15 partecipanti.

Qui l’attenzione sarà concentrata sui consolidamenti necessari per rimediare alle conseguenze del terremoto del 2016. Le indagini preliminari hanno consentito di individuare nuovi elementi in un piccolo edificio rinascimentale situato ai margini del centro abitato.

La chiesa conserva infatti parti di un ciclo pittorico del XVI secolo. Gli interventi in corso stanno contribuendo a riportarne in evidenza le tracce, offrendo ai visitatori la possibilità di seguire non solo la storia del monumento, ma anche le fasi tecniche con cui il patrimonio danneggiato viene studiato, protetto e recuperato.

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