Tramonti da sogno: 20 luoghi dove la luce cambia tutto
Dalle dune del Wadi Rum alle coste greche, una selezione internazionale premia i panorami con cieli limpidi, poca luce artificiale e tramonti particolarmente lunghi.
Dalle acque del Delta dell’Okavango alle rocce rosse di Sedona, passando per le Cascate Vittoria e le coste del Mediterraneo: i tramonti più suggestivi non appartengono a un solo tipo di paesaggio. La selezione comprende deserti, parchi naturali, siti archeologici e vallate, accomunati da condizioni atmosferiche considerate ideali per osservare il calare del sole.
Anche Australia e Stati Uniti figurano con scenari di grande fascino, mentre l’Africa offre diverse mete tra Namibia, Botswana, Zimbabwe e Zambia. La Grecia, invece, è il Paese europeo più rappresentato, con quattro località inserite nell’elenco.
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Dune, canyon e cieli sconfinati
Il primo posto spetta al Wadi Rum, in Giordania, un territorio desertico noto anche come Valle della Luna. Le piogge quasi inesistenti e la frequente assenza di nuvole favoriscono una luce nitida, capace di esaltare le pareti di arenaria, gli archi naturali e le distese di sabbia rossastra.
Quando il sole scende, le montagne si tingono di arancio e cremisi, mentre le ombre si allungano tra le dune. Alle sue spalle si piazza Sossusvlei, in Namibia, dove l’orizzonte è libero dall’illuminazione urbana e il tramonto dura mediamente 27,9 minuti. La Namibia compare anche con Damaraland e Parco Nazionale Etosha.
Il quarto gradino è occupato dal deserto di Atacama, in Cile, un ambiente arido nel quale la luce serale incontra un paesaggio popolato anche da fenicotteri, alpaca e volpi andine. Al quinto posto ci sono le Wahiba Sands, in Oman, seguite dal Parco Nazionale Etosha, dal Delta dell’Okavango in Botswana e dalla Valle di San Joaquin, in California.
L’Europa si affida alla Grecia
La prima destinazione europea è l’Acropoli di Lindos, a Rodi, decima nella graduatoria. Costruita a 116 metri sul livello del mare, permette di osservare dall’alto il borgo dalle case bianche e il tratto di costa circostante, mentre le pietre del complesso assumono tonalità ambrate.
La Grecia porta in classifica anche Rodi, Capo Sounion e la spiaggia del relitto di Navagio, a Zante. Sono ambienti molto diversi tra loro: una città storica, un promontorio affacciato sull’Egeo e una baia racchiusa da alte pareti rocciose. Paphos, a Cipro, completa la presenza europea al sedicesimo posto.
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La graduatoria completa delle mete
Dopo le prime otto posizioni, il nono posto è occupato dal Parco Nazionale di Uluṟu-Kata Tjuṯa, nel Territorio del Nord australiano. Seguono l’Acropoli di Lindos e le Cascate Vittoria, condivise da Zimbabwe e Zambia nell’area di Livingstone. Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, è dodicesima.
Il Fiume Chobe, in Botswana, si trova al tredicesimo posto, davanti alle Flinders Ranges nell’Australia Meridionale. Sedona, in Arizona, è quindicesima, mentre Paphos precede Rodi, Livingstone, Capo Sounion e la spiaggia del relitto di Navagio, che chiude l’elenco.
L’ordine completo è il seguente: Wadi Rum, Giordania; Sossusvlei, Namibia; Damaraland, Namibia; deserto di Atacama, Cile; Wahiba Sands, Oman; Parco Nazionale Etosha, Namibia; Delta dell’Okavango, Botswana; Valle di San Joaquin, California, Stati Uniti; Parco Nazionale di Uluṟu-Kata Tjuṯa, Territorio del Nord, Australia; Acropoli di Lindos, Rodi, Grecia; Cascate Vittoria; Ras Al Khaimah, Emirati Arabi Uniti; Fiume Chobe, Botswana; Flinders Ranges, Australia Meridionale, Australia; Sedona, Arizona, Stati Uniti; centro di Paphos, Cipro; Rodi, Grecia; Livingstone, Zambia; Capo Sounion, Grecia; spiaggia del relitto di Navagio, Zante, Grecia.
Come sono state scelte
La graduatoria nasce dall’analisi di 165 destinazioni mondiali realizzata dall’agenzia di viaggi Kuoni insieme al meteorologo Jim Dale di British Weather Services. La valutazione ha incrociato diversi elementi: nuvolosità, piogge, inquinamento luminoso, presenza di illuminazione artificiale, intensità del vento e durata media del tramonto.
Il risultato premia soprattutto le aree desertiche, ma non esclude zone umide, coste e siti archeologici. In tutti i casi, l’obiettivo è individuare luoghi nei quali la luce del crepuscolo possa trasformare colori, forme e profondità del paesaggio senza essere ostacolata da condizioni atmosferiche sfavorevoli o dall’eccessiva luminosità artificiale.
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