Barcellona cambia strategia: l’algoritmo che disperde i turisti
La città prova a ridurre la pressione sui luoghi più visitati con consigli personalizzati, nuovi itinerari e una selezione dei viaggiatori ritenuti più affini al suo modello.
Le pistole ad acqua, diventate il simbolo della protesta contro i visitatori nelle aree più congestionate, lasciano spazio a una soluzione tecnologica. Barcellona sta sperimentando una piattaforma ispirata ai sistemi di raccomandazione di Netflix, progettata per suggerire a ogni utente attività, orari e zone meno esposte alla folla.
La sproporzione tra residenti e arrivi spiega la portata della sfida: la città conta circa 1,6 milioni di abitanti e accoglie ogni anno quasi 16 milioni di turisti. Dopo anni segnati da restrizioni, imposte e polemiche, l’amministrazione tenta così di modificare anche il modo in cui la destinazione viene raccontata e scelta.
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Il portale decide cosa mostrare
Il progetto passa dal nuovo portale di Barcelona Tourism, che ha abbandonato il termine “visit” per assumere il nome “This is Barcelona”. Il cambio vuole spostare l’attenzione dall’elenco delle attrazioni da consumare alla rappresentazione della città, delle sue abitudini e delle sue realtà meno note.
Il sistema osserva le preferenze di chi naviga e ordina i contenuti di conseguenza, costruendo proposte personalizzate per visitatori e abitanti. Nei suggerimenti entrano anche la fascia oraria e la disponibilità delle diverse aree, così da distribuire meglio i flussi e ridurre la concentrazione nei punti più affollati.
La pagina iniziale non punta sulle immagini dei monumenti più celebri: propone invece artigianato, natura, cucina ed eventi. Gli utenti possono cercare esperienze coerenti con i propri interessi, organizzare un itinerario e comprare dal portale i biglietti per spettacoli e attrazioni; la stessa possibilità dovrebbe arrivare presto sull’app MyBarcelona. Sono presenti anche contenuti sulla storia locale, indicazioni su trasporti e accessibilità e richiami al rispetto delle tradizioni, come il silenzio durante le esibizioni dei castellers.
La nuova idea di turista
L’iniziativa non mira soltanto a spostare le persone fuori dai percorsi più battuti. Barcelona Tourism dichiara di voler attirare un pubblico interessato alla cultura, ai musei, alla ristorazione di qualità e a manifestazioni come i concerti di musica classica, escludendo il turismo considerato di basso profilo.
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Mateu Hernández, amministratore delegato di Barcelona Tourism, ha spiegato che negli ultimi quindici o vent’anni il dibattito si è concentrato soprattutto sui danni dell’overtourism. I problemi, ha riconosciuto, esistono, ma secondo lui occorre raccontare anche il contributo positivo dei visitatori.
Hernández individua nella massificazione e nella trasformazione della città in prodotto turistico, alimentata dalla promozione sui social, il rischio maggiore per l’identità locale. L’obiettivo diventa quindi invitare le persone a scegliere Barcellona per un concerto, una mostra o un ristorante particolare, e non soltanto per inseguire i luoghi diventati popolari online.
Divieti e costi restano in campo
L’algoritmo si aggiunge a misure già adottate negli ultimi anni. Dal 2015 non vengono autorizzati nuovi alberghi nel centro, mentre entro il 2028 dovrebbero essere cancellate 10.000 licenze per gli affitti brevi.
Anche il traffico delle crociere è destinato a ridursi: i terminal passeranno da sette a cinque entro il 2029. Nel frattempo la tassa di soggiorno, oggi capace di arrivare a 12 euro per notte, dovrebbe salire fino a 15 euro.
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