Grotta del Mortarolo: il sentiero breve che porta nel cuore del Conero
Nel Parco del Conero la cavità si raggiunge soltanto a piedi, lungo una deviazione di 200 metri, e conserva ancora segni legati alla vita eremitica del passato.
La Grotta del Mortarolo non è una meta da raggiungere in auto: l’ultimo tratto si percorre soltanto a piedi e richiede di lasciare il sentiero principale per una breve variante nel bosco.
Un rifugio inciso nella roccia
La cavità si trova sul fianco sud-orientale del Monte Conero, nel territorio di Sirolo, dentro il Parco Regionale del Conero. È una grotta naturale scavata nella pietra calcarea e, grazie alle aperture della roccia, riceve luce dall’esterno pur restando quasi nascosta dalla vegetazione.
All’interno sopravvive anche un segno legato alla sua storia: una croce ricavata nella parete, che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ancona e Pesaro e Urbino collega a una possibile immagine schematica del Cristo Pantocratore di età medievale. Per il Parco, il sito potrebbe essere stato frequentato già in epoca preistorica, forse dal Neolitico, prima di diventare un riparo per monaci ed eremiti.
Il percorso da seguire a piedi
Per arrivarci bisogna imboccare la Traversata del Conero, cioè il sentiero 301, e poi deviare sul 301C. La segnaletica del Parco aiuta lungo il cammino con pali e frecce in legno, mentre il ritorno avviene sulla stessa traccia.
La variante che conduce alla grotta è corta: misura 200 metri e viene indicata con circa 20 minuti di cammino. È classificata E, quindi come itinerario escursionistico, e resta accessibile solo a chi procede a piedi.
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L’eredità degli eremiti sul Conero
Il promontorio marchigiano porta con sé una lunga tradizione religiosa. Nel corso dei secoli vi hanno vissuto o sostato Benedettini, Camaldolesi ed eremiti, alla ricerca di silenzio e isolamento. La grotta si inserisce in questo quadro storico come una delle tracce più riconoscibili di quella presenza.
Il sentiero 301, noto come Traversata del Conero, è lungo 8,3 chilometri e richiede in media 4 ore. Si parte da Poggio Sant’Antonio, vicino all’Osteria del Poggio, e si incontrano luoghi molto panoramici come Pian Grande, Pian di Raggetti e il Belvedere Sud; la deviazione per il Mortarolo arriva dopo l’ex Convento dei Camaldolesi, superato il canalone e seguendo il bivio a sinistra.
Quando andare e cosa vedere intorno
Primavera e inizio autunno sono i periodi più adatti per questa escursione, perché evitano il caldo più intenso dell’estate. Nei mesi più caldi è meglio scegliere le ore meno afose, mentre dopo piogge abbondanti il terreno può diventare scivoloso. Prima di partire conviene verificare meteo e aggiornamenti del Parco del Conero.
Nei dintorni non mancano altre tappe note: lungo il percorso compaiono anche Pian di Raggetti e il Belvedere Sud, mentre sulla costa si trovano Sirolo e Numana. Più in basso, sul litorale, ci sono le spiagge di San Michele, Sassi Neri e Urbani, oltre alla celebre spiaggia delle Due Sorelle con i suoi faraglioni.
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