Auto cinesi, la mappa che cambia il mercato italiano
Tra marchi nati in Cina, operazioni di rebranding e nomi storici passati sotto gruppi asiatici, il panorama in Italia è ormai molto più ampio e articolato di quanto sembri.
MG è diventato il nome cinese più riconoscibile nel nostro Paese dopo il passaggio dalla storica casa inglese prima a Nanjing e poi a SAIC Motor. Oggi il marchio punta su modelli compatti, elettrici e SUV con un rapporto qualità-prezzo competitivo; tra le novità c’è anche la Cyberster, roadster elettrica a due posti da 510 CV.
Il rebranding italiano ha aperto la strada
Il fenomeno del marchio “ricostruito” in Italia è stato anticipato da DR, iniziativa legata a Massimo di Risio. Il progetto è nato importando vetture Chery e adattandole nello stile e in alcuni dettagli, per poi venderle con il brand molisano. Dal primo SUV DR 5, arrivato nel 2007 e derivato dalla Chery Tiggo, il gruppo è cresciuto fino a includere EVO, ICH-X, Sportequipe e Tiger; al Salone Auto Torino è stato mostrato anche Historic Italian Brands, con Itala e O.S.C.A., su basi tecniche fornite da GAC e Changan.
Numeri e prezzo spiegano l’avanzata
La presenza delle case cinesi sulle strade italiane è diventata molto più visibile rispetto a pochi anni fa. A settembre, al Salone Auto Torino, 19 marchi su 47 erano cinesi, quasi il 40% del totale. A spingere questa crescita non è solo l’offerta sempre più ampia, ma anche un listino spesso più basso di quello dei concorrenti già affermati.
Un’industria con radici lontane
L’espansione attuale si appoggia a una storia industriale che parte da lontano: il primo modello di auto cinese risale al 1958, mentre già dal 1949 venivano costruiti veicoli commerciali e militari di derivazione sovietica. In seguito sono arrivati anni di collaborazione e di rebranding, poi l’ingresso dei costruttori occidentali negli anni ’90. Volkswagen fu tra i primi a muoversi nel 1983 con la Santana, diventata il modello più venduto in Cina e rimasta in produzione fino al 2013 sotto SAIC Motors; nel Paese hanno operato anche Buick, Peugeot, Suzuki, Citroen e Jeep.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
I gruppi da tenere d’occhio
Orientarsi tra i marchi non è semplice, perché molti fanno capo a conglomerati molto più ampi. Chery controlla Chery, Omoda, Jaecoo, Exlantix e Jetour. BYD, cioè Build Your Dreams, schiera BYD con le famiglie Dynasty e Ocean, oltre a Denza, Yangwang e Fang Cheng Bao. Geely, infine, riunisce Geely Auto e Zeekr, ma anche realtà internazionali come Volvo Cars, Polestar, Lotus, Lynk & Co e Smart.
Tra elettrico, ibrido e alleanze globali
Le strategie commerciali non sono tutte uguali. Alcuni marchi arrivano in Italia con il proprio nome d’origine, come BYD, Leapmotor e Omoda. Altri, come DR, Cirelli ed EMC, vendono vetture cinesi rielaborate e ribattezzate. Ci sono poi brand europei oggi controllati da gruppi della Cina: MG rientra in questo gruppo, mentre Lynk & Co e Polestar hanno sede in Svezia ma dipendono interamente da Geely e producono i propri modelli in Cina. Altra situazione ancora è quella di Smart, legata a Geely ma con Mercedes-Benz ancora azionista di maggioranza, e di Lotus, passata al 100% a Geely pur mantenendo in Gran Bretagna la produzione di un modello termico.
I modelli che stanno guadagnando spazio
BYD sta puntando con decisione su ibrido ed elettrico, dalle compatte ai SUV più grandi: nella sua gamma ci sono nove vetture a batteria, dalla Dolphin Surf alla Tang lunga cinque metri. Jaecoo e Omoda, già apprezzate in Europa, propongono SUV e crossover compatti con finiture curate e dotazioni avanzate. Dongfeng si muove su più fronti con versioni full electric, ibride e benzina, mentre Forthing propone veicoli dal taglio moderno e tecnologico; con DFSK offre invece SUV e crossover a trazione anteriore, disponibili anche a benzina, GPL e PHEV. Leapmotor, per entrare in Europa, ha scelto un accordo con Stellantis per vendita e assistenza, con una gamma composta soprattutto da elettriche e range extender destinata a crescere nei prossimi anni. SWM, arrivato nel 2024 sul mercato, nasce come marchio italiano di motociclette degli anni ’70, poi passato al gruppo cinese Xinyuan dopo il fallimento del 1984, e oggi propone soprattutto SUV e ruote alte.
Continua a leggere
Notre-Dame, il muro che può cambiare la storia della prima Parigi
Il ritrovamento, esposto a uno dei rischi più comuni per i reperti antichi, non sarà lasciato senza una traccia duratura: il calore ha alterato le pietre e consumato buona parte delle componenti lignee.
Da emigrato a attore: la svolta di Mario Pirovano a Londra
Nel 1983 l’incontro con Dario Fo e Franca Rame trasformò la vita di un giovane lavoratore lombardo, poi diventato interprete e custode della loro eredità teatrale.
Fiume sorprende: spiagge, tunnel e sapori in una città tutta da scoprire
Tra il porto e le colline, Rijeka offre mercati, quartieri culturali, baie cittadine e una cucina legata al mare e alle tradizioni del Quarnaro.
Raoul Bova, una scuola e il Lazio: viaggio nei set della fiction Rai
La nuova serie con Raoul Bova porta sullo schermo Frascati, Marino Laziale, Fiano Romano e Ariccia, trasformando il territorio in parte integrante della storia.