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Tecnologia 5 min di lettura12 ott

Macchine con il naso: la sfida di Alistair nata da una bocciatura

A 24 anni, con la terza media, Alistair Pernigo lavora tra MIT Media Lab e startup per trasformare gli odori in dati leggibili da sensori e algoritmi.

Un drone capace di individuare una sostanza pericolosa prima dell'arrivo degli esseri umani, oppure un robot in grado di esplorare un ambiente contaminato senza mettere a rischio nessuno: è questo uno degli scenari a cui lavora Alistair Pernigo, 24 anni, ricercatore affiliato al MIT Media Lab e cofondatore di Timeless Way. La sua impresa prova a dare alle macchine una percezione che oggi ancora manca: quella chimica dell'ambiente.

Il punto di partenza è un sistema composto da sensori e modelli di intelligenza artificiale. L'aria viene analizzata, le molecole vengono trasformate in una sorta di impronta digitale e il risultato viene confrontato con una mappa olfattiva in costante aggiornamento. L'obiettivo è distinguere segnali e interferenze, seguendo anche il modo in cui una traccia chimica si sposta in base al vento e alle condizioni esterne.

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Un senso decisivo per la sicurezza

«Nell'esercito coreano esiste un protocollo CBRN chiamato sentinella chimica», racconta Alistair. In caso di odore anomalo o possibile presenza di gas, la prima persona del gruppo segnala il pericolo, indossa la maschera e assume il ruolo di sentinella. Un metodo che dipende ancora dalla sensibilità e dall'esperienza di un essere umano.

Le tecnologie già disponibili permettono di osservare, ascoltare e rilevare il calore, ma non di interpretare in modo semplice e diffuso la composizione chimica di un luogo. Virus, agenti patogeni e composti pericolosi possono infatti risultare invisibili alle telecamere e ai microfoni. Gli spettrometri di massa arrivano a costare 500.000 euro e spesso richiedono l'invio dei campioni in laboratorio, mentre i cani addestrati non possono essere impiegati su larga scala.

L'idea di Timeless Way è portare questa capacità su droni, veicoli autonomi e macchine robotiche. Sono già iniziati i contatti con interlocutori dell'industria e delle istituzioni, compresi soggetti attivi nel settore della sicurezza nazionale. A giugno 2026 Pernigo era inoltre a Roma, alla “Rome Conference on AI 2026”, organizzata da Wilson Sonsini e Libra Legal Partners alla Casina Pio IV in Vaticano, in un confronto tra industria tecnologica, istituzioni italiane e Santa Sede su etica, coscienza e regole dell'intelligenza artificiale.


La prima mappa digitale degli odori

Prima della società e dei sensori c'è stato SmellNet, progetto nato durante la collaborazione con Paul Liang, professore del MIT. La proposta era colmare una lacuna: per le immagini esiste ImageNet, con 14 milioni di fotografie utilizzabili per addestrare i sistemi, mentre per gli odori mancava un archivio comparabile e condiviso.

SmellNet è stato concepito come una raccolta dati aperta, accompagnata da procedure comuni per acquisire e rappresentare le informazioni olfattive in formato digitale. Il progetto, presentato a ICLR 2026, punta a rendere gli odori scambiabili e interpretabili tra strumenti diversi. «Se hai un iPhone e io ho un Samsung possiamo scambiarci una foto e tu la puoi aprire», spiega Alistair. «La stessa cosa manca ancora per il mondo degli odori. SmellNet è il primo passo per colmare quel vuoto».

Dopo quell'esperienza gli è stata prospettata anche la possibilità di un dottorato. Pernigo ha scelto però di dedicarsi alla costruzione di un'impresa, convinto che il momento per trasformare la ricerca in tecnologia fosse quello presente. L'eventuale ritorno agli studi, ha lasciato intendere, potrà arrivare in seguito.

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Dalla terza media al MIT

Il percorso che lo ha portato negli Stati Uniti non è passato da una carriera scolastica lineare. Nato a Milano nel 2002 e cresciuto tra la pianura padana e il mare, da bambino viveva gli odori in modo insolito: alcuni gli richiamavano colori, altri sensazioni corporee o ricordi sensoriali molto vividi. L'esposizione precoce a fotocamere, computer e dispositivi elettronici, favorita dai genitori, alimentò la sua abitudine a capire il funzionamento interno degli oggetti.

Durante il liceo, mentre gli insegnanti lo consideravano poco incline allo studio, Pernigo approfondiva autonomamente la percezione e la chimica degli odori. Con gli amici organizzava appuntamenti in un centro culturale e realizzava sculture e installazioni dedicate all'incontro tra i sensi. In quel periodo individuò il problema che avrebbe orientato il suo lavoro: microfoni e macchine fotografiche registrano suoni e immagini, ma non esiste uno strumento equivalente per catturare un odore.

La ricerca personale lo portò a trascurare la preparazione richiesta a scuola e il rapporto con l'insegnante di chimica si deteriorò fino alla bocciatura. «Mi sono sentito tradito», ha raccontato, «da qualcosa in cui credevo». Nel 2020, quando aveva appena compiuto 18 anni, lasciò l'istruzione formale con la terza media, durante la pandemia.


L'incontro che ha creato Timeless Way

Dopo il trasferimento in Danimarca, Pernigo lavorò, vendette alcuni quadri e continuò a realizzare piccoli programmi. L'esperienza a H-FARM, nei pressi di Venezia, gli permise poi di imparare a programmare, costruire prototipi hardware e discutere le sue idee con professionisti del vino, della profumeria, della cosmetica e dell'ambito ospedaliero. Conferenze in Europa, Medio Oriente, Giappone e Stati Uniti ampliarono ulteriormente la rete di contatti.

Fu proprio questa circolazione di idee a condurlo verso Paul Liang, che lo coinvolse nel laboratorio Multisensory Intelligence del MIT. I due iniziarono a collaborare a distanza, fino alla partenza di Alistair per Boston. Liang gli offrì una formazione più strutturata nell'apprendimento automatico e gli affidò la sfida da cui sarebbe nato SmellNet.

A mettere in contatto Pernigo con Fabio Penzo fu Federico Minutoli. Penzo, ingegnere di 38 anni, aveva già creato un etilometro per smartphone e l'azienda sviluppata intorno a quel prodotto era stata ceduta a SoftBank. In seguito aveva fondato e venduto una società di integratori per la salute degli occhi e aveva affiancato Arduino nel percorso che portò all'acquisizione da parte di Qualcomm.

La collaborazione nacque dopo una prima chiamata e un incontro davanti a un ramen. I due fondarono Timeless Way a San Francisco, unendo la visione scientifica di Pernigo all'esperienza imprenditoriale di Penzo. Nel gruppo sono entrati anche Adeoluwa Adekanmbi, ricercatore di origine nigeriana già collega di Alistair al MIT Media Lab, e Nilava Debabhuti, ricercatore di origine indiana con dieci anni di attività sui nasi elettronici all'università tecnologica di Tokyo.

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