Un impulso di luce, poi quattro settimane: il gel che si trasforma
Un nuovo sistema sviluppato in Cina consente a un idrogel di modificarsi gradualmente nel tempo, con un comportamento più vicino ai processi biologici che alle reazioni tecnologiche convenzionali.
La trasformazione non si esaurisce in pochi istanti: il materiale può continuare a modificarsi per un periodo massimo di quattro settimane. Il risultato punta a imitare la gradualità con cui gli organismi viventi cambiano durante la crescita o riparano un danno.
A innescare il processo è un singolo stimolo luminoso. Da quel momento, la struttura dell’idrogel evolve lentamente invece di limitarsi a una risposta immediata all’ambiente circostante.
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Il gel resta attivo per settimane
Il protagonista dell’esperimento è un idrogel, cioè una maglia di polimeri capace di trattenere una grande quantità d’acqua. In questo caso, il materiale è inserito in un sistema chiamato STERS, sigla che indica specie reattive con evoluzione nello spazio e nel tempo.
La caratteristica più rilevante riguarda la durata della risposta. Dopo l’attivazione luminosa, il cambiamento procede in modo progressivo e può protrarsi molto più a lungo rispetto ai materiali intelligenti progettati per reagire quasi istantaneamente.
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Una risposta più simile alla biologia
Molte soluzioni considerate intelligenti modificano forma o struttura nel giro di pochi secondi, talvolta addirittura in millisecondi. Questo approccio, pur essendo utile per ottenere reazioni rapide, si discosta dai ritmi tipici dei sistemi naturali.
Lo sviluppo di un embrione e la ricostruzione di un tessuto lesionato richiedono infatti tempi estesi, spesso misurabili in giorni o settimane. STERS nasce proprio dal tentativo di riprodurre questo tipo di trasformazione lenta e continuativa, senza aggiungere al materiale un comportamento estraneo alla sua evoluzione programmata.
Il progetto è stato realizzato da un gruppo degli Shenzhen Institutes of Advanced Technology, struttura appartenente all’Accademia cinese delle scienze. Gli studiosi hanno quindi applicato il principio a un idrogel per ottenere un materiale capace di cambiare gradualmente, avvicinando la tecnologia ai tempi di adattamento osservabili in natura.
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