La ferita Bosnia non passa: Gattuso riapre il capitolo Italia e Milan
Al Festival dello Sport di Trento, l’allenatore della Lazio ha ripercorso l’esperienza in Nazionale e gli anni decisivi vissuti con il Milan
La sconfitta contro la Bosnia resta uno dei ricordi più dolorosi nella carriera di Gennaro Gattuso. L’eliminazione ha negato all’Italia la qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva, lasciando una ferita che l’ex centrocampista ha raccontato al Festival dello Sport di Trento, dove ha parlato anche del suo passato rossonero.
Oggi alla guida della Lazio, Gattuso ha iniziato il nuovo percorso con segnali incoraggianti, pur dovendo fare i conti con l’uscita dalla Coppa Italia contro il Mantova. Nel corso dell’incontro ha alternato il rammarico per l’avventura in Nazionale alla riconoscenza verso le figure che lo hanno aiutato a crescere a Milanello.
La Bosnia resta un dolore aperto
Ripensare a quella gara non è stato semplice per Gattuso. L’allenatore ha spiegato di aver avuto bisogno di mesi per lasciarsi alle spalle l’amarezza e ha ricordato quanto, nel calcio, singoli episodi possano cambiare il destino di una partita e di un’intera squadra.
“Gli episodi fanno la differenza”, ha detto riferendosi alla partita con la Bosnia e ad altri passaggi della propria carriera, compreso il rigore conquistato contro l’Australia durante un Mondiale. Pur riconoscendo il peso del risultato, Gattuso ha voluto ringraziare calciatori e staff, sottolineando che il valore di un cammino non si misura soltanto dall’esito finale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Milan, la lezione dei grandi
Nel racconto dedicato al Milan ha avuto un ruolo anche Zvonimir Boban, intervenuto con un videomessaggio nel quale ha definito Gattuso una persona “straordinaria” e “speciale”. Quelle parole hanno riportato l’ex centrocampista agli anni in cui condivideva lo spogliatoio con alcuni dei principali senatori rossoneri.
Gattuso ha indicato Boban, Alessandro Costacurta e Demetrio Albertini tra i compagni capaci di orientare la sua crescita. “Per me loro sono stati fondamentali”, ha spiegato, ricordando il desiderio di osservarli e apprendere da campioni che rappresentavano un riferimento quotidiano.
Particolare il ricordo riservato a Paolo Maldini, del quale ha evidenziato preparazione tecnica, intelligenza tattica e professionalità. A colpirlo era soprattutto la dedizione mostrata anche a 39 anni, oltre all’impressione lasciata dalle immagini dei trofei esposte a Milanello: un ambiente che lo spinse a voler lasciare a sua volta un segno nella storia del club.
Continua a leggere
Barella, la svolta dopo i 70 match: «Ora conosco meglio il mio corpo
Alla vigilia della gara con la Turchia, il centrocampista azzurro analizza condizione fisica, rendimento realizzativo e percorso della squadra sotto la guida di Mancini.
Due gol per l’Europeo: l’Italia U.21 sfida la Polonia a Pescara
Gli azzurrini cercano il primo posto nel girone e l’accesso diretto al torneo, mentre Silvio Baldini si affida alla squadra e all’energia dello stadio Adriatico
Figc, il voto sul commissariamento si accende: cinque pareri contro quattro
La Federcalcio replica alle valutazioni del Coni mentre cresce la tensione sulla riunione di martedì e sui componenti ammessi a votare
Kean si ferma, l’Italia cerca il colpo finale contro la Turchia
Dopo il rilancio ottenuto in trasferta, Mancini annuncia più cambi e chiede massima concentrazione nella sfida di Bologna