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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Barella, la svolta dopo i 70 match: «Ora conosco meglio il mio corpo

Alla vigilia della gara con la Turchia, il centrocampista azzurro analizza condizione fisica, rendimento realizzativo e percorso della squadra sotto la guida di Mancini.

Il calendario fitto ha cambiato il modo in cui Nicolò Barella prepara e affronta le partite. Alla vigilia della sfida contro la Turchia, il centrocampista dell’Inter ha spiegato di aver imparato a dosare meglio le energie, senza rinunciare a una delle sue caratteristiche principali: la capacità di correre per tutta la gara.

Barella ha affrontato anche il tema del rendimento con la maglia dell’Italia, riconoscendo di dover aumentare il numero dei gol. Sullo sfondo c’è una Nazionale impegnata a ricostruire compattezza e fiducia, con il gruppo indicato come una delle chiavi per affrontare la nuova fase del percorso azzurro.


Il fisico impone nuove attenzioni

L’esperienza maturata negli ultimi anni ha portato Barella a modificare alcune abitudini. «Non sono vecchio, ma ho un po’ di partite sulle gambe e ho dovuto imparare a gestire meglio il mio corpo», ha spiegato durante la conferenza stampa, collegando questa esigenza a una stagione che può arrivare a circa 70 incontri.

Il centrocampista ha ammesso di non avere più la stessa brillantezza dei 23 anni, ma continua a considerarsi un giocatore capace di garantire un grande dispendio atletico. La resistenza resta infatti uno dei suoi punti di forza, mentre sul piano realizzativo con l’Italia individua un margine di crescita preciso: segnare di più.


Prima viene la forza del gruppo

Nel confronto con i giornalisti, Barella ha dato ampio spazio anche al lavoro di Roberto Mancini. Del commissario tecnico ha evidenziato la capacità di trasmettere tranquillità, qualità ritenuta utile per ricompattare una squadra reduce da periodi complicati.

Secondo il centrocampista, la priorità è creare un’intesa solida tra i calciatori. «L’aspetto principale è amalgamare il gruppo», ha detto, ricordando anche l’invito di Mancini a recuperare entusiasmo. La prestazione contro la Francia, a suo giudizio, ha mostrato segnali incoraggianti in questa direzione.


La Turchia senza Calhanoglu

Barella ha poi commentato l’assenza di Hakan Calhanoglu nella formazione turca. Il giocatore dell’Inter ne ha riconosciuto il valore, ma ha sottolineato che l’esito di una partita non dipende soltanto dalla presenza di un singolo elemento.

La sua analisi resta quindi concentrata sulla dimensione collettiva, considerata determinante anche per l’Italia. La sfida contro la Turchia diventa così un’altra occasione per verificare i progressi del gruppo e la capacità della squadra di ritrovare una precisa identità.


Una pausa utile ma impegnativa

La lunga sosta dedicata alle Nazionali offre, secondo Barella, tempo prezioso per lavorare sulle idee dell’allenatore e consolidare i rapporti tra i giocatori. Un periodo più esteso può aiutare la squadra a assimilare meglio indicazioni tattiche e obiettivi comuni.

Esiste però anche un aspetto meno favorevole: gli spostamenti e la permanenza prolungata lontano dai club possono generare stanchezza. Per questo, nella fase di preparazione ai prossimi impegni, la gestione delle energie rimane centrale tanto quanto il lavoro sul campo.

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