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Figc, il voto sul commissariamento si accende: cinque pareri contro quattro

La Federcalcio replica alle valutazioni del Coni mentre cresce la tensione sulla riunione di martedì e sui componenti ammessi a votare

Il vero scontro potrebbe iniziare ancora prima del verdetto: qualunque sia la decisione, la partita rischia di proseguire davanti al Collegio di garanzia del Coni, al Tar e infine al Consiglio di Stato. Anche l’ammissione al voto di Diana Bianchedi ed Elisabet Spina è diventata un nodo politico e regolamentare.


Il voto resta esposto ai ricorsi

La convalida delle due componenti spetterebbe al collegio dei revisori. Esiste però una diversa interpretazione, secondo la quale Luciano Buonfiglio avrebbe un potere diretto sulla loro partecipazione, sempre che il presidente del Coni scelga di esercitarlo pienamente.

Il confronto, dunque, non si limita all’interpretazione delle norme. Telefonate tra presidenti federali, sponsor e atleti di primo piano alimentano la ricerca dei consensi, mentre continuano le discussioni sull’opportunità che alcune persone prendano parte alla votazione. A rendere il quadro ancora più delicato è anche il tema degli incarichi professionali nel calcio ricoperti dal figlio di Buonfiglio.


Cinque pareri cambiano lo scenario

La Federcalcio ha affidato l’analisi a cinque esperti, tra cui Sabino Cassese e Bernardo Giorgio Mattarella, concentrandosi su due questioni. La prima riguarda il tesseramento di Malagò: secondo i consulenti federali, non sarebbe una condizione indispensabile per aspirare alla presidenza, perché il requisito decisivo consisterebbe nell’accredito da parte di una delle componenti e lo Statuto non imporrebbe quel vincolo al presidente.

Sul possibile commissariamento, gli esperti della Figc escludono invece una violazione di gravità tale da giustificare il provvedimento. Roberto Ruperto sostiene inoltre che l’ammissione della candidatura e la successiva elezione non possano essere rimesse in discussione: gli organi che avrebbero potuto contestarle non sono intervenuti entro i 7 giorni previsti. Per questa ragione, la nomina di Malagò sarebbe «inattaccabile».

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Coni e Figc davanti al bivio

Le conclusioni federali si contrappongono a quelle dei quattro giuristi consultati dal Coni, che avevano considerato il tesseramento un requisito necessario e l’elezione di un candidato non tesserato invalida. Sul commissariamento, tuttavia, anche quel gruppo aveva lasciato al Coni la valutazione finale, purché fondata su elementi tecnico-giuridici e non su motivazioni politiche.

Buonfiglio ha già chiesto a Giunta e Consiglio di decidere in base alle norme, evitando di seguire «posizioni personali». L’appello non ha però fermato il confronto per i voti: la Giunta, composta da 16 membri, sarà chiamata a esprimersi dalle 13 di martedì, prima di un eventuale passaggio davanti al Consiglio nazionale.

A quel punto si dovrà stabilire se la Federcalcio di Giovanni Malagò debba essere commissariata. I cinque documenti richiesti dalla Figc arrivano in un clima reso ancora più incerto dalla netta distanza rispetto ai quattro pareri raccolti dal Coni, chiamato a decidere mentre le polemiche restano aperte.

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