Juve, il dopo-Spalletti ha già un nome: Conte resta una possibilità
La sconfitta con la Lazio alimenta i dubbi sul tecnico, ma alla Continassa non è stata avviata alcuna procedura per cambiare guida alla squadra.
Il nome di Antonio Conte torna a circolare negli ambienti bianconeri mentre la Juventus attraversa uno dei momenti più delicati della stagione. L’allenatore salentino, libero dopo la conclusione del rapporto con il Napoli in estate, rappresenta l’ipotesi più gradita a una parte della tifoseria, anche per il passato ricco di successi condivisi con il club.
L’eventuale approdo a Torino, tuttavia, resta soltanto uno scenario. Se la società decidesse di interrompere il rapporto con Luciano Spalletti, non sarebbe automatico che Conte accettasse di subentrare a campionato in corso.
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Conte resta una pista teorica
La dirigenza juventina sta osservando con attenzione l’evoluzione della situazione, senza aver preso decisioni drastiche. Al momento non risultano valutazioni concrete su un esonero né su una modifica immediata dell’assetto tecnico.
Il rendimento della squadra, però, ha riaperto il dibattito sulle prospettive stagionali. La Juventus ha raccolto 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, realizzando 9 reti e subendone 8 nelle prime 7 giornate.
Il caso Bremer agita lo spogliatoio
A rendere più teso il quadro sono state anche alcune dichiarazioni arrivate dopo il ko interno. Bremer aveva osservato che, davanti ai fischi dello Stadium, qualcuno avrebbe mostrato timore, precisando di non voler accusare direttamente i compagni.
Spalletti ha replicato in televisione con parole nette: «Le sconfitte non salvano nessuno, c'è dentro fino al collo anche lui». Il confronto pubblico aggiunge pressione a una squadra già contestata dai propri sostenitori dopo il 3-0 incassato dalla Lazio a Torino.
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Spalletti non nasconde i dubbi
Nel dopogara il tecnico ha ammesso di non avere più la stessa certezza sul rapporto con il gruppo. «Se la squadra mi segue ancora? Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so», ha spiegato, riconoscendo la necessità di interrogarsi sulle proprie scelte.
Secondo l’allenatore, la Juventus è stata lenta nei movimenti e nelle decisioni, senza riuscire a imporre il gioco. Dopo la vittoria di giovedì in Europa League contro il Celta Vigo, lo staff aveva scelto di privilegiare il recupero dei calciatori; contro la Lazio sono stati inseriti 6 giocatori dall’inizio, ma il cambiamento non ha prodotto l’energia attesa.
Il calendario non concede tregua
La squadra dovrà reagire rapidamente: tra tre giorni è in programma l’impegno europeo con il Rennes, poi arriveranno le trasferte contro Lecce e Genoa. Il ciclo proseguirà fino a domenica 1 novembre, quando a Torino è previsto il confronto di vertice con il Napoli.
Queste partite potranno chiarire il peso delle ambizioni juventine e incidere anche sulla posizione dell’allenatore. Per ora, nonostante il bilancio e la contestazione, alla Continassa prevale la linea dell’attesa: Spalletti resta al suo posto e il suo lavoro viene valutato gara dopo gara.
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