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Sport 2 min di lettura4 ore fa

Juventus, l’allarme di Spalletti: «Non so se mi seguono ancora»

Dopo la sconfitta contro la Lazio, l’allenatore bianconero ammette il momento delicato e chiede alla squadra una reazione fatta di personalità, intensità e responsabilità

La sconfitta contro la Lazio ha lasciato la Juventus davanti a interrogativi pesanti. Luciano Spalletti non ha nascosto la propria inquietudine e, nel dopogara, ha messo in discussione anche il grado di adesione del gruppo al suo lavoro: secondo l’allenatore, la squadra sta arretrando invece di crescere.

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Spalletti non nasconde la preoccupazione

Il tecnico ha spiegato di voler partire da un esame personale, prima ancora di giudicare i calciatori. A suo avviso, la prestazione è stata insufficiente in ogni reparto e nessuno può considerarsi estraneo alla responsabilità per il risultato.

«Sono preoccupato. Devo farmi delle domande, perché stiamo peggiorando», ha detto Spalletti in conferenza stampa. L’allenatore ha poi sottolineato che le sconfitte coinvolgono l’intero gruppo e che anche il capitano, pur apprezzato per essersi presentato davanti ai microfoni, dovrà contribuire a un’analisi lucida della situazione.


Mancano fame e personalità

Per Spalletti il problema della Juventus non si risolve modificando semplicemente lo schieramento. L’inserimento di un attaccante in più o in meno, ha osservato, non cambia l’atteggiamento se la squadra non ritrova energia mentale, coraggio e determinazione nel leggere in anticipo ciò che accade durante la partita.

Il tecnico ha riconosciuto di aver inserito elementi offensivi nella ripresa, ma ha anche ammesso che il loro impiego avrebbe dovuto essere interpretato meglio. La fragilità, nella sua lettura, nasce soprattutto dalla testa: quando vengono meno motivazioni e convinzione, i giocatori finiscono per inseguire gli avversari senza riuscire a prevederne le giocate.

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Il dubbio sul rapporto col gruppo

Il passaggio più delicato ha riguardato il rapporto tra l’allenatore e la squadra. Spalletti ha chiarito di avere un buon legame con i giocatori e di voler condividere con loro il percorso, ma non ha offerto certezze assolute sulla continuità del sostegno ricevuto.

«Fino a ieri pensavo di poter dire sì, oggi probabilmente non lo so», ha dichiarato parlando della fiducia del gruppo. Una frase che fotografa l’incertezza del momento, mentre la Juventus cerca di capire come interrompere una fase in cui, secondo il tecnico, le ambizioni sono rimaste senza una risposta adeguata sul campo.


Serve una reazione immediata

Spalletti ha rifiutato di rifugiarsi negli alibi e ha chiesto di individuare qualcosa di diverso rispetto a quanto mostrato finora. La squadra, a suo giudizio, era rimasta in una posizione intermedia, con la possibilità di costruire un percorso positivo, ma ha finito per compiere passi indietro.

La Lazio, ha aggiunto, si è presentata in condizioni migliori sotto il profilo fisico e mentale. Per la Juventus, quindi, la priorità è ritrovare uno spirito competitivo concreto: senza ritmo, cuore e partecipazione alla partita, anche la qualità tecnica rischia di non bastare.

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