Italia-Belgio, Mancini rilancia: futuro azzurro già in bilico
Alla vigilia del debutto in Nations League, il ct punta su sensazioni incoraggianti, giovani da testare e una squadra chiamata subito al risultato.
Gianluigi Donnarumma ha riportato al centro il legame con Roberto Mancini e il desiderio di rimettere l’Italia nella sua dimensione migliore. Il capitano ha spiegato che il messaggio rivolto a Malagò resta una questione privata, ma ha anche ribadito di essere soddisfatto della decisione che ha riportato Mancini sulla panchina azzurra. "Con Mancini ci lega un grande affetto per quello che abbiamo vinto e per ciò che abbiamo passato insieme".
Per il portiere del Manchester City, la ferita dell’ultima estate è ancora viva, ma il pensiero corre già oltre: l’obiettivo è ripetere i risultati ottenuti con l’Europeo, quando la Nazionale ha scritto una pagina storica. Donnarumma ha ricordato anche la delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali e ha chiesto di voltare pagina, puntando sui giovani a disposizione.
Mancini guarda al Belgio con fiducia
Roberto Mancini, alla vigilia dell’esordio in Nations League contro il Belgio di Van Bommel, ha raccontato di vedere una squadra pronta a partire con il piede giusto. Il ct ha sottolineato che l’ambiente dell’Olimpico ha spesso aiutato la Nazionale e che molto dipenderà dalla capacità degli azzurri di trascinare i tifosi dalla propria parte.
L’allenatore ha anche definito il percorso come l’inizio di una nuova fase del suo lavoro in azzurro. L’ambizione, ha chiarito, è arrivare fino in fondo al torneo: un traguardo diverso rispetto alla recente esperienza con l’Olanda, chiusa con la finale per il terzo posto. Mancini ha però ammesso che il gruppo è competitivo e che l’avvio non sarà semplice.
Convocati giovani e qualche dubbio di formazione
Sul piano tecnico, Mancini ha spiegato che la squadra è quasi definita, anche se restano ancora un paio di decisioni da prendere. Tra i candidati a un posto ci sono Cambiaghi, Kean e Zaniolo, tre profili che il ct ha descritto come versatili e spendibili in più ruoli. La scelta definitiva arriverà solo il giorno della gara.
Il commissario tecnico ha insistito anche sul poco tempo a disposizione per preparare il match: due giorni appena, ha ricordato, sono pochi per una nazionale. Per questo ha chiesto ritmo, attenzione e la capacità di ottenere subito un risultato, perché nelle selezioni i margini di lavoro sono sempre ridotti.
La riflessione si è poi spostata sui nuovi convocati. Mancini ha spiegato di averli osservati per un mese, ma di aver trovato in allenamento un contesto diverso, con un livello che sale in partita. Secondo il ct, i più giovani possono commettere errori all’inizio, proprio come accadde a Donnarumma nei suoi primi passi con Milan e Italia; per questo vanno accompagnati e fatti crescere sul campo.
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Il caso Tresoldi e la prova di Romano
Tra i nomi seguiti con maggiore attenzione c’è quello di Alessandro Romano. Mancini ha ammesso di conoscerlo poco all’inizio, ma di essere rimasto colpito dalla prima giornata e di aver voluto osservarlo da vicino. Il centrocampista del Cagliari, protagonista anche dell’ottimo avvio di stagione dei rossoblù, potrebbe partire dal primo minuto contro il Belgio.
Il ct lo considera un possibile investimento per il futuro della Nazionale e non ha nascosto che il ragazzo abbia lasciato un’impressione favorevole. In prospettiva, ha detto, può essere una risorsa utile per il gruppo azzurro.
Un altro tema toccato in conferenza è stato quello di Nicolò Tresoldi, attaccante del Bruges al centro del confronto tra Italia e Germania. Mancini ha riferito che il giocatore non ha ancora preso una decisione definitiva, anche perché ha promesso all’allenatore dell’Under di partecipare alla fase finale dell’Europeo a giugno. Il ragazzo, ha spiegato il ct, si sente diviso a metà tra le due nazionali, ma dall’estate potrebbe cambiare il peso della sua scelta.
Donnarumma rilancia dopo l’estate più dura
Donnarumma ha chiuso il quadro con parole rivolte al presente e al futuro. Il portiere ha preferito non entrare nei dettagli del suo scambio con Malagò, definendolo un fatto personale, e ha invece spiegato di aver accolto con favore il ritorno di Mancini per via del rapporto costruito nei successi recenti.
Guardando avanti, ha chiesto all’Italia di tornare al livello che le compete. L’estate successiva alla gara con la Bosnia, ha raccontato, è stata lunga e pesante, perché la sconfitta e l’esclusione dal Mondiale gli sono rimaste addosso per mesi. Ora, però, il messaggio è diverso: ripartire da un gruppo giovane e provare a riportare la Nazionale dove merita.
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