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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Juventus, la sosta è decisiva: Spalletti cerca la squadra vera

Il tecnico bianconero sfrutta la pausa per recuperare energie, integrare i nuovi arrivati e rendere più solidi i principi di gioco.

La vera verifica arriverà alla ripresa: la Juventus dovrà presentarsi compatta, riconoscibile e pronta ad affrontare un calendario senza ulteriori pause. Luciano Spalletti vuole approfittare di questi giorni per definire identità e condizione della squadra, così da ridurre i margini di incertezza emersi in questa prima parte di stagione.


Dopo la pausa servirà continuità

Il periodo di lavoro sarà importante anche perché, nelle prossime settimane, gli appuntamenti aumenteranno e gli spazi per allenarsi tra una partita e l’altra saranno molto più limitati. L’allenatore punta quindi a consolidare una formazione capace di applicare con maggiore continuità le sue idee.

A Torino, però, il gruppo non è al completo. Vicario, Koopmeiners e Douglas Luiz hanno raggiunto le rispettive nazionali: al loro ritorno lo staff dovrà verificare condizioni fisiche, carichi di lavoro e minutaggio accumulato.


Il lavoro alla Continassa cambia ritmo

Dopo cinque giorni di riposo, i calciatori rimasti alla Continassa hanno iniziato un programma specifico. La tabella preparata da Spalletti comprende anche un richiamo atletico, pensato per aumentare la tenuta fisica e accompagnare il recupero degli elementi alle prese con problemi fisici.

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Il percorso terminerà con la gara amichevole contro la Cremonese, in programma venerdì 2 ottobre. L’incontro permetterà di mantenere il ritmo agonistico e di concedere spazio a chi, finora, è stato utilizzato meno.


Tanti innesti, ora serve ordine

L’avvio del campionato ha obbligato il tecnico a inserire rapidamente numerosi acquisti: nelle prime cinque giornate sono stati impiegati in media più di sette nuovi giocatori per partita. La pausa offre così l’occasione di lavorare sull’intesa e di rendere più automatici i meccanismi collettivi.

Alcuni segnali incoraggianti sono arrivati nelle sfide con NEC e Atalanta. In particolare, il passaggio alla difesa a tre ha garantito una copertura maggiore senza indebolire la spinta nella metà campo offensiva: una soluzione che Spalletti vuole rendere sempre più stabile.

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