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Sport 3 min di lettura5 giorni fa

Goncalo Ramos si racconta: Milano, famiglia e il ricordo del padre

L’attaccante del Milan parla di tifosi, abitudini fuori dal campo, vita in città e del ruolo decisivo che continua ad avere suo padre.

Goncalo Ramos guarda avanti con un’idea precisa: restare a lungo a Milano, in una città che sente già vicina al suo modo di vivere. L’attaccante del Milan, in una lunga intervista ai canali del club, ha toccato temi personali e sportivi, dal rapporto con la famiglia fino al legame con Ruben Amorim.


Il padre resta il riferimento più duro

Tra i passaggi più significativi ci sono le parole dedicate a suo padre, figura che lo segue ancora oggi quasi partita per partita. Ramos ha spiegato che l’ex calciatore è sempre il primo a dirgli la verità e a chiedergli di più, anche quando il rendimento è alto.

Ha raccontato, infatti, che dopo una gara da cinque gol, il padre non si ferma al dato positivo ma gli fa notare subito l’occasione mancata. Secondo lui, proprio quella franchezza lo aiuta a crescere e a mantenere il livello alto.

Anche la madre, ha aggiunto, fa parte del suo equilibrio, ma con un carattere molto diverso: più espansivo, più rumoroso e meno capace di gestire la tensione. Il padre, invece, resta una presenza più silenziosa e concreta.


Un rapporto forte con tifosi e città

Il primo contatto diretto con i sostenitori rossoneri è avvenuto a Giacarta, dove il Milan ha trovato un seguito numeroso e molto caloroso. Ramos ha detto di essere rimasto colpito dalla distanza da casa e, allo stesso tempo, dalla forza del sostegno ricevuto.

Per lui questo conferma quanto il club sia grande e quanto i tifosi riescano a dare energia alla squadra nei momenti decisivi. L’attaccante ha spiegato che quel tipo di spinta pesa davvero durante la partita, anche quando dall’esterno può sembrare solo un dettaglio.

Sul fronte personale, il portoghese si è mostrato già orientato verso Milano. Preferisce vivere in città, come aveva fatto anche a Parigi, perché gli permette di avere più cose da fare nei giorni liberi e gli appare anche più adatta alla sua famiglia. Ha sottolineato inoltre che la capitale lombarda gli ricorda in parte il Portogallo e gli sembra più tranquilla della città francese.


Dall’Algarve ai primi passi con il pallone

Ramos ha ripercorso anche le sue origini, partendo dall’Olhanense, la squadra con cui ha iniziato a quattro anni. Era il più piccolo del gruppo, perché non esisteva una formazione per la sua età, ma voleva comunque stare in campo con i bambini più grandi.

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Quel ricordo resta per lui il primo vero frammento della carriera. Da allora il calcio è sempre stato una presenza costante, insieme alle vacanze in Algarve, dove ogni anno trascorre almeno una settimana con la famiglia.

Tra i suoi luoghi preferiti ha indicato Olhão e il paesaggio di Rio Formosa, che considera uno degli angoli più belli della regione. Anche a tavola non ha dubbi: il suo piatto preferito è il choco, cioè la seppia cucinata in padella e servita con patate e salsa.


Le passioni lontane dal campo

Fuori dal calcio, Ramos ha confessato di seguire molto l’NBA e di apprezzare soprattutto il basket come disciplina da praticare e da guardare. Tra gli altri interessi ha citato la Formula 1, con Hamilton come pilota preferito e la Ferrari come scuderia del cuore.

Non mancano il cinema e le serie televisive: tra le produzioni che più gli piacciono ha indicato Peaky Blinders, mentre sul grande schermo ha scelto Il Pianeta delle Scimmie. Persino i popcorn, ha lasciato intendere, devono essere all’altezza.


Amorim, un allenatore già conosciuto

Sul suo rapporto con Ruben Amorim, Ramos ha ricordato una sfida ai tempi del Benfica chiusa 2-2 contro lo Sporting, nella quale segnò due volte contro l’attuale tecnico rossonero. Ha spiegato che non torna spesso su quell’episodio con lui, limitandosi a parlarne con alcuni componenti dello staff, Carlos e Vital.

Secondo l’attaccante, Amorim lo conosceva già bene perché in quel periodo il campionato era nel pieno e lui aveva accumulato molte presenze con il Benfica. Questo, ha osservato, ha reso più semplice il reciproco adattamento e ha aiutato il tecnico a comprenderne meglio caratteristiche e abitudini.

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