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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Barella, la rinascita dell’Italia passa anche dai suoi gol

Il centrocampista dell’Inter dovrebbe partire dall’inizio contro la Turchia dopo la panchina con la Francia: nel mirino anche il rilancio del gruppo azzurro.

Il peso delle ultime delusioni non è scomparso. Dopo aver conquistato un Europeo e aver mancato per due volte l’accesso ai Mondiali, Nicolò Barella riconosce di sentirsi coinvolto nelle difficoltà attraversate dall’Italia. «Le critiche arrivano, ma bisogna trovare la forza per reagire. Quella notte non è stata semplice, così come vedere il Mondiale da casa. Nella vita, però, le cose vanno affrontate a testa alta», ha spiegato il centrocampista.


Barella vede segnali di rinascita

Il giocatore dell’Inter ha indicato nella reazione mostrata contro la Francia un segnale concreto della nuova mentalità. Secondo Barella, rimontare una partita del genere e provare persino a vincerla sarebbe stato impossibile senza una ritrovata fiducia nel gruppo.

A suo giudizio, Roberto Mancini sta contribuendo a ricostruire serenità nello spogliatoio. Il commissario tecnico lavora sull’entusiasmo e cerca di alleggerire la pressione accumulata negli ultimi anni, ma la svolta, ha sottolineato Barella, deve nascere soprattutto dalla disponibilità dei calciatori a ritrovarsi.


Un centrocampista più consapevole

Anche il suo modo di interpretare il ruolo è cambiato. Le molte partite disputate ogni stagione lo hanno spinto a dosare meglio le energie e a prestare maggiore attenzione al recupero fisico: non avverte più la stessa brillantezza dei 23 anni, pur restando tra gli azzurri che percorrono più chilometri.

C’è però un dato che il centrocampista vuole migliorare con la maglia della Nazionale: il bottino realizzativo. «Devo recuperare qualche gol, perché sono indietro da quel punto di vista», ha ammesso in conferenza stampa, ricordando anche quanto una stagione da 70 gare possa incidere sulla condizione.

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La panchina contro la Francia

Il pareggio per 1-1 ottenuto venerdì aveva lasciato Barella fuori dall’undici iniziale, con il suo ingresso arrivato soltanto nel finale. Una scelta insolita rispetto alle abitudini recenti, visto il ruolo centrale ricoperto dal nerazzurro nelle partite più importanti.

Interpellato da Sky Sport, il centrocampista ha ridimensionato il caso e difeso le decisioni dell’allenatore: «L’Italia non è Barella. Sono pronto a giocare 20, 15 o 30 minuti, oppure quello che serve: le scelte spettano al mister. Negli ultimi anni sono partito spesso titolare, soprattutto nelle gare importanti, ma questo è uno sport di squadra, non il tennis».


La Turchia attende gli azzurri

Contro la Turchia, Barella dovrebbe dunque tornare dal primo minuto nell’ultima gara di questa pausa internazionale. La sfida offre all’Italia la possibilità di restare vicina a Belgio e Francia, impegnate nello scontro diretto, e di conservare un margine sulla formazione guidata da Vincenzo Montella.

Il risultato avrà quindi un peso anche nella corsa per evitare la retrocessione. Per Mancini sarà un’altra occasione per verificare la crescita del gruppo; per Barella, invece, potrebbe rappresentare il momento giusto per riprendersi il posto da titolare e avvicinarsi a quel gol azzurro che gli manca.

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