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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Baldini, accusa ai dirigenti: «I giovani non sono il problema»

Dal ruolo degli allenatori alla gestione dei talenti, il confronto sul futuro del calcio italiano riapre il dibattito tra nazionale e club

Il futuro del calcio italiano passa dalla fiducia nei giovani, ma anche dalle scelte di chi dirige club e federazione. È il punto emerso durante la cerimonia dei premi «Manlio Scopigno» e «Felice Pulici», dove sono intervenuti Silvio Baldini, Massimiliano Alvini, Maurizio Viscidi e Giovanni Malagò.

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Baldini mette i dirigenti sotto accusa

Il commissario tecnico dell’Under 21 ha ricevuto il riconoscimento speciale «Manlio Scopigno - Felice Pulici» per il contributo all’immagine dell’Italia nel mondo. Nel suo intervento ha spostato il fuoco della discussione dai calciatori alla classe dirigente, sostenendo che il talento non rappresenti il vero ostacolo per la crescita del movimento.

«Il problema sono i dirigenti, non la materia prima», ha affermato Baldini. Secondo il tecnico, in molti casi prevalgono obiettivi legati al profitto e alla visibilità, mentre la valutazione delle qualità di un ragazzo passa in secondo piano: i giovani vengono considerati un rischio e i calciatori più esperti una certezza.

Baldini ha poi riconosciuto il lavoro svolto da Maurizio Viscidi, coordinatore delle nazionali giovanili italiane. Il riferimento è alla gestione dei gruppi azzurri, che negli ultimi anni hanno ottenuto risultati significativi a livello europeo.


Alvini chiede disciplina e fiducia

Massimiliano Alvini, premiato come miglior allenatore della Serie B nella stagione precedente, ha indicato nella disciplina il principio centrale per accompagnare la crescita dei giovani. L’allenatore del Frosinone ha sottolineato che nel campionato italiano esistono diversi profili di valore, ma che per affermarsi devono trovare spazio con continuità.

Tra gli esempi citati c’è Raimondo, per il quale l’approdo in Nazionale maggiore potrebbe arrivare in tempi diversi: tra quattro mesi oppure tra un anno. La priorità, ha spiegato Alvini, è che il giocatore prosegua il proprio percorso senza forzare le tappe.

Il tecnico ha inoltre difeso il livello della Serie A, giudicata da alcuni troppo modesta. A suo avviso, invece, si tratta di una competizione interessante e sottovalutata, mentre il Frosinone sta lavorando per consolidare il proprio progetto.

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Viscidi guarda alla Nazionale

Viscidi ha ricordato la qualità dei giocatori disponibili nei vivai italiani e i traguardi raggiunti dalle rappresentative giovanili. Da tre anni, ha sottolineato, le nazionali di categoria conquistano il titolo europeo, un dato che considera la conferma della bontà del lavoro svolto.

Per il coordinatore, la formazione non riguarda soltanto la tecnica. Ai ragazzi devono essere trasmessi anche valori morali e una precisa idea di gioco; da questo percorso, secondo Viscidi, possono emergere calciatori capaci di modificare il volto della Nazionale nel prossimo futuro.


Malagò: servono interventi concreti

Giovanni Malagò ha collegato il dibattito sul settore giovanile al rendimento recente delle squadre italiane nelle competizioni continentali. La precedente giornata di Champions League, con quattro sconfitte su quattro per le formazioni impegnate, ha mostrato una distanza ancora ampia rispetto ai livelli più alti.

Il presidente ha però invitato a non considerare quel risultato come l’immagine completa del calcio italiano. Nel turno successivo, infatti, le due squadre di Europa League e quella impegnata in Conference League hanno ottenuto risultati positivi.

Malagò ha anche espresso cautela verso i giudizi troppo netti formulati dai dirigenti sulle questioni tecniche. Sul piano operativo, ha spiegato, è già in corso un percorso di gestione che parte da Club Italia e coinvolge Gianfranco Zola, con l’obiettivo di intervenire concretamente sul movimento azzurro.

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