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Sport 3 min di lettura2 ore fa

Juve in piena crisi: Ravanelli accusa, la Lazio vola con Gattuso

L’ex attaccante bianconero boccia atteggiamento, mercato e scelte di Spalletti dopo il ko interno contro una Lazio ormai in vetta con l’Inter.

La sconfitta contro la Lazio ha aperto una frattura evidente in casa Juventus: secondo Fabrizio Ravanelli, alla squadra non mancano soltanto i risultati, ma anche identità, carattere e riferimenti tecnici. Al contrario, la formazione guidata da Gennaro Gattuso ha conquistato consensi e punti, portandosi in testa al campionato insieme all’Inter.

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Ravanelli vede una crisi profonda

L’ex attaccante bianconero ha definito quella vista allo Stadium come «Una Juve irriconoscibile, la peggiore dell’era Spalletti, priva di personalità». Parlando a Radio anch’io Lo sport, Ravanelli ha attribuito le responsabilità all’intero ambiente: giocatori, allenatore e società, senza concentrare tutte le colpe su un’unica figura.

A suo giudizio, la squadra ha affrontato la partita con poca intensità, perdendo quasi tutti i duelli e mostrando scarsa voglia di reagire. La fase difensiva è apparsa disorganizzata, soprattutto negli ultimi 30 metri, mentre diversi calciatori avrebbero dato l’impressione di sottrarsi alla costruzione del gioco invece di chiedere il pallone.

Ravanelli ha inoltre individuato una lacuna precisa nell’organico: «Manca un centravanti da 15-20 gol». L’ex bomber ha spiegato che alla Juventus servirebbe un riferimento offensivo capace di garantire reti e presenza, aggiungendo che molti componenti della rosa non avrebbero ancora dimostrato di essere all’altezza della maglia bianconera.


Anche Spalletti finisce sotto esame

Le critiche hanno coinvolto pure Luciano Spalletti. Pur riconoscendogli preparazione e competenza, Ravanelli ha parlato di una situazione confusa e ha sollevato dubbi sulle scelte iniziali dell’allenatore. Anche il linguaggio del corpo, secondo la sua lettura, avrebbe restituito l’immagine di un gruppo già rassegnato.

L’ex giocatore ha richiamato il modello della Juventus del passato, nella quale gli attaccanti partecipavano per primi al lavoro difensivo. Ha citato la propria esperienza accanto a Vialli, Del Piero e, prima ancora, Baggio: per quella squadra, il sacrificio collettivo cominciava proprio dai giocatori più offensivi.

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Nel dibattito sul futuro della panchina è tornato così il nome di Antonio Conte. Ravanelli lo considera un tecnico esigente, abituato a lavorare con la mentalità costruita da Boniperti e orientato esclusivamente alla vittoria. A suo avviso, Conte è uno degli allenatori che difficilmente riescono a restare lontani dal campo per molto tempo.


Lazio, il salto firmato Gattuso

Il giudizio sull’altra protagonista della serata è invece nettamente positivo. Ravanelli, che in passato ha indossato anche la maglia biancoceleste, ha attribuito gran parte dell’avvio brillante al lavoro di Gattuso, capace di trasmettere idee e convinzione a tutto il gruppo.

La Lazio viene descritta come una squadra preparata, intensa e ormai riconoscibile nei suoi automatismi. I giocatori, secondo l’ex attaccante, si fiderebbero pienamente dell’allenatore e sarebbero pronti a seguirlo senza riserve.

Il successo sulla Juventus è stato giudicato meritato, così come l’attuale posizione in classifica. L’assenza di impegni nelle coppe, elemento che in pochi avevano considerato decisivo all’inizio della stagione, potrebbe rappresentare un vantaggio concreto per la formazione romana.

Ravanelli non ha indicato la Lazio come candidata allo scudetto, ma la ritiene in grado di inserirsi nella corsa ai primi 5-6 posti, con un possibile accesso alla zona Champions League o Europa League. In questo scenario, la squadra di Gattuso può diventare una delle principali sorprese del campionato.

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