Malagò avverte: la Champions non racconta tutto del calcio italiano
Il commissario della FIGC ridimensiona il peso delle quattro sconfitte europee e promuove il nuovo indirizzo arbitrale, indicando Spagna e Germania come riferimenti da raggiungere.
Il calcio italiano non dovrebbe essere giudicato soltanto dall’ultimo bilancio europeo. Giovanni Malagò invita a guardare oltre il risultato delle quattro squadre sconfitte nello stesso turno di Champions League e indica nella qualità del gioco, nella valorizzazione dei calciatori italiani e nell’arbitraggio i terreni su cui costruire la crescita del movimento.
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Spagna e Germania sono il vero obiettivo
Nel confronto internazionale, secondo Malagò, la Premier League resta distante per una serie di ragioni. L’Italia, però, può ancora puntare a ridurre il divario con Spagna e Germania e a riconquistare un ruolo di primo piano nel calcio europeo.
Questa ambizione, ha spiegato il commissario della FIGC durante la cerimonia del Premio Scopigno, richiede progressi continui. Non si tratta soltanto di migliorare il rendimento delle formazioni nei tornei continentali, ma anche di rendere più solido il sistema che le circonda.
Arbitri, più ritmo e meno interruzioni
Tra gli aspetti valutati positivamente da Malagò c’è il nuovo orientamento della direzione arbitrale italiana. «Si gioca di più, con intensità, senza perdite di tempo», ha osservato, segnalando una gestione che a suo giudizio sta rendendo le partite più dinamiche.
Il cambiamento è emerso anche in episodi specifici, come la correzione di alcune decisioni sui falli laterali. Un’applicazione più rigorosa del regolamento è stata apprezzata dagli spettatori e, nella lettura di Malagò, può contribuire a innalzare la preparazione complessiva delle squadre.
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Quattro ko non spiegano il movimento
Il recente turno di Champions League ha prodotto un en plein negativo per le rappresentanti italiane. Un dato che ha alimentato il dibattito, ma che Malagò considera insufficiente per descrivere il valore reale del nostro calcio.
«Io sono sempre diffidente nei confronti dei dirigenti che esprimono giudizi trancianti sull’aspetto tecnico… Certo, quando quattro squadre su quattro perdono fa riflettere, ma non penso sia la fotografia del nostro calcio», ha dichiarato a margine dell’evento.
I segnali arrivano anche dai club
A sostegno della sua analisi, Malagò ha richiamato i risultati ottenuti dalle formazioni italiane in Europa League e Conference League. Le prestazioni in queste competizioni, a suo avviso, mostrano un quadro più articolato rispetto a quello emerso dall’ultima giornata di Champions.
Ha inoltre citato Frosinone e Cagliari, premiati per il loro percorso e capaci di impiegare quattro o cinque calciatori italiani. Per Malagò, questi esempi confermano che i talenti nazionali non hanno necessariamente una resa inferiore rispetto ai giocatori stranieri acquistati con investimenti rilevanti.
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