Malagò dopo i 4 ko: il ranking non racconta tutto sul calcio italiano
Il commissario Figc invita a non considerare le sconfitte di Inter, Como, Roma e Napoli come un verdetto complessivo e valorizza i risultati nelle altre coppe e in Serie A.
Il rendimento negativo delle quattro italiane impegnate in Champions non basta, secondo Giovanni Malagò, a descrivere l’intero movimento nazionale. Il commissario della Figc ha invitato a considerare anche quanto prodotto nelle altre competizioni europee e l’andamento sorprendente del campionato, intervenendo al Salone d’Onore del Coni durante la cerimonia dei premi Scopigno e Pulici.
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Il verdetto europeo non è definitivo
Inter, Como, Roma e Napoli sono uscite sconfitte dai rispettivi impegni di Champions, ma Malagò ha ridimensionato il valore di un bilancio limitato a una sola giornata. «Non penso sia questa la fotografia del nostro calcio. Le squadre in Europa League e in Conference hanno fatto bene. Secondo me valiamo di più», ha detto a margine dell’evento.
Nel suo ragionamento, il dirigente ha mostrato cautela verso le valutazioni troppo nette sull’aspetto tecnico espresse dagli addetti ai lavori. Il numero delle sconfitte, ha spiegato, deve far riflettere anche oltre l’impatto sul ranking, senza trasformarsi però in una rappresentazione generale del calcio italiano.
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La Serie A premia le sorprese
Malagò ha poi citato Cagliari e Frosinone tra le formazioni capaci di sorprendere in Serie A. «È il bello del calcio», ha osservato, collegando l’imprevedibilità del campionato anche a recenti risultati della Nazionale: dalla sconfitta nello spareggio contro la Bosnia alla prestazione in Francia, dove gli azzurri hanno tenuto il confronto con una rosa considerata più forte sulla carta.
Il dirigente ha riconosciuto all’Inter una continuità superiore alle altre squadre nel corso degli ultimi anni, ma ha accolto positivamente l’eventuale presenza di nuove concorrenti ai vertici. Tra queste c’è anche la Lazio di Gattuso, prima in classifica: per l’allenatore sono arrivati elogi dopo il periodo difficile vissuto alla guida della Nazionale, culminato con la mancata qualificazione.
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