Bodø/Glimt sfida il Napoli: il piano norvegese non vede limiti
Frode Thomassen racconta la crescita del club, dalla preparazione mentale al nuovo impianto, spiegando perché il contesto artico può diventare un vantaggio
Il Bodø/Glimt non considera la Champions League un traguardo oltre il quale fermarsi. Frode Thomassen, amministratore delegato del club norvegese, lega le ambizioni della società alla crescita delle risorse, alla continuità del lavoro e alla capacità di affrontare avversari economicamente più forti senza cambiare identità.
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Un’ambizione oltre il budget
Il dirigente ammette che le squadre dei principali campionati europei dispongono di possibilità finanziarie molto superiori. Per il Bodø/Glimt, però, il percorso non si misura soltanto attraverso gli investimenti: allenamento, convinzioni comuni e disponibilità al sacrificio restano i pilastri indicati da Thomassen.
«Non credo che abbiamo dei limiti», ha dichiarato il dirigente parlando delle prospettive del club. In passato l’impianto rappresentava un ostacolo alla crescita, ma la società sta costruendo una nuova arena, attesa per il 2027. La priorità sarà mantenere calciatori e allenatori, continuando a migliorare con regolarità.
Il Nord mette alla prova gli ospiti
Anche l’ambiente di Bodø contribuisce a rendere particolare ogni partita interna. La posizione geografica, il clima e il campo in erba sintetica obbligano le squadre in trasferta a prepararsi con attenzione: secondo Thomassen, alcune formazioni non si allenano sul terreno il giorno precedente o arrivano senza adattarsi davvero alle condizioni locali.
«Il clima è un’arma», ha spiegato il direttore, sottolineando che il club cerca di ridurre al minimo i disagi quando gioca lontano da casa. La squadra viaggia con due giorni di anticipo e porta con sé anche il proprio cuoco, così da mantenere sotto controllo l’ambiente quotidiano. Lo stesso approccio è stato adottato per la trasferta a Napoli.
Dieci leader per lo spogliatoio
La gestione del gruppo non ruota attorno a un unico capitano permanente. Il Bodø/Glimt dispone di dieci capitani, chiamati a individuare di volta in volta chi indosserà la fascia nella partita successiva.
La scelta per la sfida contro il Napoli non era ancora stata definita al momento dell’intervista. Thomassen ha spiegato che la decisione spetta direttamente ai giocatori, all’interno di un modello basato sul confronto diretto e sulla condivisione dei valori del club.
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Dai piloti alla cultura del club
Alla base della trasformazione c’è anche il lavoro di Bjørn Mannsverk, professionista legato ai piloti degli F-16 di stanza a Bodø. Il suo coinvolgimento era iniziato con uno o due calciatori, dopo che la squadra aveva mostrato qualità negli allenamenti ma difficoltà nel trasferirle alle partite.
L’esperienza si è poi estesa all’intero spogliatoio ed è diventata un metodo strutturato. Thomassen preferisce definire Mannsverk un “costruttore di cultura” invece che un mental coach: l’obiettivo non è inseguire soltanto il risultato, ma intervenire sui pensieri, sui comportamenti e sul modo di reagire alle difficoltà.
Un modello nato a Bodø
La società ha chiamato la propria strategia “Our Way”, espressione che identifica un percorso costruito sulle caratteristiche del club. Thomassen esclude che esista una formula identica da trasferire in Italia o altrove: ogni squadra deve partire dal proprio territorio, dalle proprie possibilità e dalla propria identità.
Bodø si trova a nord del circolo polare artico, lontana dai principali centri urbani, e conta 43.000 abitanti. In questo contesto il club ha fondato la crescita sull’idea di migliorare ogni giorno, con standard condivisi e una comunicazione coerente tra calciatori, tecnici e dirigenti.
Sei anni per arrivare in alto
La trasformazione del Bodø/Glimt è avvenuta nell’arco di sei anni. Il club è passato dalla Conference League all’Europa League, fino a raggiungere la qualificazione alla Champions League, guadagnandosi una nuova sfida contro il Napoli nella fase campionato.
Thomassen ha incontrato diversi rappresentanti dei media italiani per illustrare il progetto giallonero, il rapporto con i calciatori e i piani legati al nuovo stadio. Un percorso che oggi porta il club norvegese a confrontarsi con realtà come Napoli, Roma e Inter, dopo aver conquistato rispetto nel calcio europeo.
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