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Salute 3 min di lettura4 giorni fa

Spasticità, quei gesti ordinari diventano una sfida: il messaggio di Muoviti

La campagna di Ipsen e Alice Italia porta nelle sale e sui social immagini concrete delle difficoltà legate alla spasticità.

“La conoscenza è il primo passo per cambiare il modo in cui guardiamo” alla spasticità, ha spiegato Irina Zotova, Amministratore Delegato di Ipsen Italia, presentando la campagna Muoviti. Il progetto nasce per rendere riconoscibile una condizione spesso difficile da vedere dall’esterno e per invitare a superare i pregiudizi che la circondano.

Il messaggio dell’iniziativa ruota attorno al contrasto tra la normalità apparente di alcuni gesti e l’impegno che questi possono richiedere a chi convive con un disturbo motorio. Per qualcuno indossare un paio di jeans, alzare uno zaino o preparare il caffè è un’azione automatica; per altri può trasformarsi in una prova quotidiana.


Immagini concrete per una difficoltà invisibile

A rappresentare questa esperienza sono stati scelti oggetti familiari, ma modificati per renderne evidente il peso: pantaloni realizzati come se fossero di piombo, uno zaino simile al marmo e una moka resa inutilizzabile dal nastro adesivo. Le immagini traducono così in modo immediato la rigidità, la fatica e la resistenza che possono accompagnare i movimenti.

Il percorso di comunicazione è partito con uno spot proiettato nei cinema italiani e con contenuti destinati ai social network. La campagna continuerà nei prossimi mesi con ulteriori materiali; i contenuti sono disponibili sui canali social di Ipsen e sul sito di Alice Italia.


Cosa comporta la spasticità

La spasticità deriva da una lesione del sistema nervoso centrale ed è contraddistinta da un incremento involontario del tono muscolare. Può comparire dopo un ictus, un trauma cranico, nella sclerosi multipla o in presenza di paralisi cerebrale.

La contrazione e la rigidità possono ridurre la mobilità e rendere meno semplici le attività ordinarie. Alla limitazione dei movimenti può aggiungersi il dolore, con conseguenze sull’indipendenza personale e sul benessere complessivo.

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Carmelo Chisari, associato di Medicina fisica e riabilitativa presso l’Università di Pisa e direttore della Sezione operativa dipartimentale di Neuroriabilitazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Pisana, ha sottolineato che il fenomeno riguarda oltre 12 milioni di persone nel mondo. Secondo i dati citati, può interessare fino all’80% dei pazienti con sclerosi multipla, arrivare al 90% nelle persone con paralisi cerebrale e comparire in circa 4 persone su 10 dopo un ictus.


L’obiettivo: riconoscere il problema

Per Andrea Vianello, presidente di Alice Italia Odv, la spasticità è una delle conseguenze dell’ictus con il maggiore impatto, pur rimanendo poco conosciuta. L’associazione evidenzia come possa riflettersi sull’autonomia, sui rapporti con gli altri e sulla qualità della vita, trasformando attività apparentemente banali in ostacoli ricorrenti.

Il progetto punta quindi a favorire una maggiore capacità di identificare il disturbo motorio. Alice Italia ricorda inoltre che una diagnosi tempestiva e un’adeguata presa in carico possono contribuire alla gestione dei sintomi e alle ricadute nella vita quotidiana.

Ipsen, azienda biofarmaceutica attiva da oltre trent’anni nel campo delle neuroscienze, ha promosso Muoviti con il patrocinio di Alice Italia Odv, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale. La campagna collega l’attività di sensibilizzazione dell’azienda alla collaborazione con le associazioni dei pazienti, con l’intento di rendere più comprensibile una condizione che spesso resta nascosta.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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