Il mare sbarca in corsia: immersioni virtuali per i piccoli pazienti
La realtà virtuale porta le Secche di Tor Paterno nella Pediatria e nel Day Hospital Oncologico del Policlinico Umberto I
«I nostri biologi accompagneranno i pazienti, con momenti di educazione ambientale e attività ludico-didattiche, alla scoperta di quest’area marina protetta, l’unica completamente sommersa del Mediterraneo». Così Marco Visconti, presidente di RomaNatura, descrive il coinvolgimento dell’ente nel progetto dedicato alle persone ricoverate.
L’iniziativa punta a far conoscere anche ai bambini l’ambiente delle Secche di Tor Paterno, attraverso contenuti pensati per unire divulgazione e intrattenimento durante la permanenza in ospedale.
RomaNatura porta il mare ai pazienti
L’Area Marina Protetta è nata nel 2000 ed è affidata alla gestione di RomaNatura. Oltre al valore naturalistico, il sito rappresenta uno spazio di riferimento per la ricerca scientifica, la formazione ambientale e le attività di divulgazione.
Il percorso permetterà di avvicinare i pazienti alla fauna e agli scenari sommersi del Lazio anche lontano dalla costa. Le attività dei biologi saranno affiancate da momenti educativi e proposte ludico-didattiche rivolte ai partecipanti.
La realtà virtuale cambia l’attesa
Il progetto si intitola “Immersione nel Benessere. Le Secche di Tor Paterno al Policlinico Umberto I” e coinvolge la Pediatria e il Day Hospital Oncologico del Policlinico Umberto I. L’obiettivo è inserire un’esperienza di evasione negli spazi e nei tempi del percorso di cura, portando idealmente il paesaggio marino dentro l’ospedale.
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Visori per la realtà virtuale e filmati a 360 gradi consentiranno ad adulti e bambini di assistere a immersioni guidate, ascoltare i rumori naturali del mare e osservare fondali, paesaggi subacquei e animali marini. L’esperienza potrà essere proposta durante le infusioni, nelle attese terapeutiche, nei colloqui di supporto psicologico e in occasione delle procedure più impegnative.
Curare anche il tempo della malattia
Secondo Fabrizio d’Alba, direttore generale del Policlinico Umberto I, l’assistenza non riguarda soltanto gli aspetti clinici e la sicurezza. Il progetto nasce anche dall’attenzione verso il modo in cui il paziente affronta le ore della malattia e delle cure.
«Poter “uscire” dalla stanza d’ospedale e immergersi per qualche minuto nella bellezza del mare può contribuire a ridurre la tensione e rendere più sostenibili le procedure ospedaliere», ha dichiarato d’Alba. L’iniziativa viene così presentata come parte del più ampio impegno dell’ospedale per rendere più umano il percorso terapeutico.
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