Sostenibilità Ssn, Schillaci punta sui farmaci equivalenti
Il ministro della Salute richiama il ruolo dei medicinali equivalenti e chiede filiere più robuste per proteggere la continuità delle forniture.
L'accesso alle cure e la tenuta economica del Servizio sanitario nazionale passano anche dai farmaci equivalenti. È questo il messaggio lanciato da Orazio Schillaci in un videomessaggio trasmesso durante la presentazione dell'XI Rapporto dell'Osservatorio sui farmaci accessibili di Egualia.
Il ministro ha inserito il tema in un quadro internazionale definito complesso, nel quale la disponibilità dei medicinali richiede una maggiore solidità dell'intera catena produttiva. La priorità indicata è quindi duplice: rafforzare le filiere e mantenere regolari gli approvvigionamenti.
Una filiera più solida per le cure
Secondo Schillaci, i medicinali equivalenti contribuiscono a rendere le terapie accessibili e rappresentano un elemento rilevante per la sostenibilità del Ssn. La loro funzione, nelle parole del ministro, si lega dunque sia alle esigenze dei cittadini sia all'equilibrio del sistema sanitario.
L'attuale scenario, ha sottolineato, rende necessario intervenire sulla capacità produttiva e sulla continuità delle forniture. L'obiettivo è evitare che la complessità del contesto internazionale si traduca in difficoltà nel garantire ai pazienti la disponibilità delle cure.
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La sfida della governance farmaceutica
Il ministero sta lavorando a un modello di governo del settore definito più moderno ed efficiente. La finalità è rendere le istituzioni più rapide nel rispondere ai bisogni della popolazione, mantenendo insieme accessibilità ed efficacia dei trattamenti.
Schillaci ha indicato come traguardo l'equilibrio tra terapie efficaci, costi sostenibili per il Servizio sanitario nazionale e robustezza del comparto produttivo. Per arrivarci, ha concluso, serve un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e gli altri soggetti che compongono il sistema farmaceutico.
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