Scuola sotto i raid: i bambini di Odessa tra allarmi e sostegno
Tra lezioni interrotte, rifugi e percorsi di supporto psicologico, in Ucraina la scuola prova a restare un luogo stabile per alunni e famiglie colpite dalla guerra.
A Odessa, quando arriva il buio, Bogdana pensa subito ai mostri. La bambina, 8 anni, dice di correre nel letto appena spegne la luce. La madre, Kateryna Bondarenko, avvocata, racconta invece che la figlia è ormai abituata alle sirene e le chiede spesso se l’allarme sia scattato o se sia già finito.
Tra sirene e attività sotterranee
Il centro dove Bogdana passa parte del pomeriggio si trova nella zona periferica del capoluogo ed è uno degli spazi di AVSI, organizzazione attiva in 41 paesi con progetti di cooperazione. Qui, dopo la scuola, bambini e ragazzi possono recuperare le lezioni, ricevere aiuto nello studio e partecipare ad attività dedicate al benessere psicologico. L’area fa parte di PROMO, il progetto per protezione e resilienza dell’infanzia a Mykolaiv e Odessa, sostenuto dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite AICS e realizzato con Terre des hommes Italia, Potribni tut e Culture of Democracy.
In classe con la guerra fuori dalla porta
Nel frattempo, anche a scuola la normalità resta fragile. L’anno scolastico è iniziato il 1° settembre, mentre nel Paese si vive il quarto anno dall’invasione russa su larga scala del 24 febbraio 2022. Mariyka, che vive nella regione di Odessa, ha ripreso le lezioni insieme a oltre 3,5 milioni di alunni. Prima di tutto, però, continua a coltivare il suo mondo: disegna da quattro anni, costruisce personaggi manga e sogna di diventare traduttrice.
Insegnare significa anche rassicurare
Gli allarmi sono aumentati e le lezioni si interrompono di frequente. Natalia Klimenko, che guida il Liceo n. 2 di Biliaivka e insegna lingua e letteratura ucraina, spiega che ogni mattina entra in istituto sperando di non dover evacuare. Dice che gli insegnanti arrivano in aula, nonostante paura e incertezza, soprattutto per stare vicino ai bambini. Per lei il lavoro non si limita alla didattica: bisogna anche offrire calma e, in pratica, fare da psicologi.
Una scuola divisa tra aule e rifugi
La guerra ha cambiato il modo stesso di fare scuola. Molte lezioni si tengono online, altre in presenza, ma solo dove esistono rifugi adeguati per studenti e personale. Secondo l’Onu, oltre 1.600 edifici scolastici sono danneggiati o distrutti; per il ministero dell’Istruzione ucraino superano quota 4 mila. In varie zone manca anche l’elettricità. Olha Yevčenko, direttrice del Liceo n. 1 di Velykyi Dalnyk, osserva che la didattica a distanza ha ridotto attenzione e voglia di studiare. Lei parla di “fronte educativo” per descrivere il compito degli insegnanti, chiamati non solo a trasmettere nozioni ma anche a guidare e sostenere.
Il peso dei traumi e dei trasferimenti
A complicare tutto c’è anche il movimento continuo di famiglie e studenti. Molti bambini hanno lasciato città vicine alla linea del fronte e si sono ritrovati in nuove scuole, spesso con barriere linguistiche e compagni sconosciuti. In Ucraina ci sono ormai 74 scuole completamente sotterranee. La giornata di Bogdana, intanto, prosegue nel centro comunitario: lei dice che è contenta di andarci perché può stare con le amiche e giocare a scacchi, mentre fuori risuonano altri allarmi.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
AstraZeneca punta sull’Italia: 66,2 milioni e 71 nuovi studi
Il piano triennale coinvolgerà più di 200 strutture e potrebbe generare 180 milioni di euro per l’economia italiana.
Bambini e influenza, il nodo delle coperture: cosa chiedono gli esperti
La prevenzione pediatrica può alleggerire la pressione sui servizi sanitari, ma restano differenze territoriali e ostacoli nell’accesso delle famiglie
Salute, la sfida dell’Europa: prevenzione e produttività passano dall’educazione
Francesco Torselli indica nella prevenzione di obesità e diabete e nell’educazione alimentare due priorità per ridurre disuguaglianze e costi sanitari
Il mare sbarca in corsia: immersioni virtuali per i piccoli pazienti
La realtà virtuale porta le Secche di Tor Paterno nella Pediatria e nel Day Hospital Oncologico del Policlinico Umberto I