Sanofi Anagni, l’80% va all’estero: la sfida per il futuro del sito
Valentini richiama il peso internazionale dello stabilimento e chiede norme stabili per sostenere innovazione, investimenti e competitività del comparto farmaceutico.
Novanta Paesi rappresentano il mercato di destinazione per l’80% dei medicinali realizzati nello stabilimento Sanofi di Anagni, in provincia di Frosinone. È uno dei dati emersi durante l’incontro dedicato al rapporto tra innovazione, sostenibilità, industria e salute, con la partecipazione di istituzioni, imprese e rappresentanti della filiera.
Un sito con vocazione internazionale
Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, ha indicato il polo laziale come un esempio di trasformazione industriale. Nel corso degli anni, infatti, la struttura ha introdotto modalità produttive più avanzate e attente alla riduzione dell’impatto ambientale.
Il dato relativo all’export di Anagni si inserisce in un quadro più ampio: secondo quanto ricordato dal viceministro, il 75% del fatturato del settore farmaceutico, pari a 75 miliardi di euro, proviene dalle vendite oltreconfine. L’appuntamento ha inoltre messo in luce il ruolo del sito nell’ecosistema Life Sciences italiano e il peso del Lazio come area farmaceutica di rilievo europeo per produzione, professionalità, capitali investiti e capacità di esportazione.
Investimenti e regole stabili
Nel suo intervento, Valentini ha sottolineato che la crescita delle aziende richiede un quadro normativo prevedibile e un accompagnamento pubblico costante. «Abbiamo bisogno di continuità dal punto di vista legislativo e di attenzione da parte del governo nei confronti delle aziende», ha affermato il viceministro, richiamando anche la pressione esercitata dalla concorrenza internazionale, in particolare dagli Stati Uniti.
Il Mimit ha destinato 25 milioni di euro nell’arco di tre anni all’innovazione dello stabilimento. Le risorse, ha spiegato Valentini, sostengono un processo di aggiornamento continuo, mentre resta necessario conciliare il prezzo dei farmaci per ospedali e cittadini con la possibilità delle imprese di finanziare nuovi interventi.
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La transizione passa dal 5.0
Tra gli strumenti citati dal viceministro figurano i contratti di sviluppo dedicati all’innovazione tecnologica e il programma 5.0. L’obiettivo indicato è favorire processi capaci di contenere l’impatto sull’ambiente e, nello stesso tempo, di produrre l’energia utilizzata nelle attività industriali.
Valentini ha infine collegato la tenuta competitiva del settore alla collaborazione tra istituzioni e aziende. Per il viceministro, autorizzazioni, continuità regolatoria e investimenti costanti dovranno procedere insieme per sostenere il ruolo di Sanofi Anagni e dell’industria farmaceutica italiana.
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