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Salute 2 min di lettura2 ore fa

Sale al potassio, studio: 2,96 milioni di decessi evitabili

La sostituzione del cloruro di sodio potrebbe prevenire anche 10,17 milioni di nuovi casi cardiovascolari e renali ogni anno.

Uno studio ha stimato che l’impiego globale di sale arricchito di potassio potrebbe evitare 2,96 milioni di decessi ogni anno.

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Il peso dei cibi industriali

L’analisi distingue il sale aggiunto nelle abitazioni da quello già contenuto nei prodotti confezionati e nei pasti consumati fuori casa. Agire soltanto sul primo porterebbe, secondo i ricercatori, a 1,85 milioni di morti in meno ogni anno; intervenire esclusivamente sugli alimenti industriali ne eviterebbe 1,56 milioni.

La distribuzione delle fonti di sodio cambia però da una regione all’altra. In Europa e Nord America, oltre il 70% del sale assunto arriva da prodotti preparati e ristorazione: per ottenere il maggiore effetto in queste aree sarebbe quindi necessario il coinvolgimento dell’industria alimentare.


Come cambia il sale da cucina

La variante studiata contiene una parte di cloruro di potassio al posto del cloruro di sodio. La sostituzione riguarda in genere circa il 25% del sale e non modifica in modo sostanziale aspetto, impiego in cucina e accettabilità del prodotto.

Il cardiologo Pasquale Perrone Filardi, professore ordinario di Cardiologia e direttore del Dipartimento di scienze biomediche avanzate dell’Università Federico II di Napoli, ha spiegato: «Il potassio esercita un effetto esattamente opposto al sodio». Il medico ha inoltre richiamato la necessità di contenere comunque la quantità complessiva di sale nella dieta quotidiana.


Le stime sulle malattie

La ricerca, pubblicata su Nature Health e coordinata dal George Institute for Global Health, calcola che la sostituzione completa del sale tradizionale potrebbe impedire 10,17 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali croniche.

La stessa misura consentirebbe inoltre di risparmiare 69,43 milioni di anni di vita corretti per la disabilità, indicati con l’acronimo Daly. In numerosi Paesi, l’adozione del sale arricchito permetterebbe di evitare fino a un decesso cardiovascolare su dieci.

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I livelli di sodio e potassio

Nel mondo si consumano mediamente 4,3 grammi di sodio al giorno, più del doppio rispetto ai 2,0 grammi indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il potassio assunto ogni giorno raggiunge invece 2,3 grammi, al di sotto dei 3,5 grammi considerati il livello minimo suggerito.

Perrone Filardi ha definito rilevante il lavoro perché rafforza l’ipotesi di un intervento alimentare sulla pressione arteriosa. Ha ricordato anche che precedenti ricerche, tra cui lo studio DASH, avevano già collegato la riduzione del sodio a valori pressori più bassi.


L’ipertensione come fattore di rischio

Un eccesso di sodio e una quantità insufficiente di potassio sono associati all’aumento della pressione arteriosa. L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e patologie renali.

Secondo il cardiologo, «l’ipertensione arteriosa è di gran lunga il fattore di rischio prevalente nel mondo per malattie cardiovascolari, nonché quello che causa più vittime e disabilità». Nel 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva già indicato il sale arricchito di potassio tra le strategie di sanità pubblica contro la pressione alta.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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