Polmoni e reni, le nuove regole per ampliare i trapianti
Il Centro nazionale trapianti ha approvato due documenti: uno punta a recuperare più polmoni, l’altro a rafforzare le garanzie per chi dona un rene da vivente.
Il Centro nazionale trapianti ha già iniziato a distribuire il documento dedicato alla donazione di polmone ai coordinamenti regionali, ai centri trapianto e alle unità di terapia intensiva. Per accompagnarne l’applicazione è previsto anche un ciclo di seminari online rivolto agli operatori coinvolti.
Per il testo sulla donazione renale da vivente, invece, il prossimo passaggio sarà l’invio all’Istituto superiore di sanità, all’interno del percorso che porta alla definizione di Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale.
Indicazioni costruite con metodo condiviso
Entrambi i documenti sono stati sviluppati partendo dalle evidenze scientifiche disponibili. Dove la letteratura non offriva elementi sufficienti, le indicazioni sono state completate attraverso un confronto strutturato tra specialisti.
Il lavoro ha coinvolto competenze diverse. Per il documento sul polmone il Cnt ha collaborato con la Sito e la Siaarti; quello sul rene è stato condiviso anche da Sic, Sin e SIU, con il contributo di esperti di etica e di professionisti appartenenti a più discipline.
Più attenzione al donatore di polmone
Il testo intitolato “Gestione intensiva del potenziale candidato alla donazione di polmone” comprende 66 raccomandazioni rivolte soprattutto ad anestesisti-rianimatori, coordinamenti regionali e operatori dei centri trapianto. L’obiettivo è rendere più uniformi le decisioni cliniche durante la permanenza del potenziale donatore in terapia intensiva.
Le indicazioni riguardano, tra gli altri aspetti, ventilazione, reclutamento alveolare, controllo emodinamico, infezioni e accertamenti sull’idoneità dell’organo. Sono inclusi anche la donazione a cuore fermo controllato e il coordinamento delle équipe impegnate nei prelievi combinati.
Il polmone resta l’organo prelevabile con la percentuale di utilizzo più contenuta. Alterazioni della circolazione, infiammazione, infezioni, edema e ventilazione non adeguata possono comprometterne la funzionalità, ma alcuni di questi problemi possono essere prevenuti o affrontati durante la gestione intensiva, evitando che organi potenzialmente utilizzabili vengano esclusi.
La tutela nella donazione renale
Il secondo documento, “Valutazione e gestione della sicurezza nella donazione di rene da vivente”, nasce dall’analisi di 12 quesiti prioritari e propone 16 raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale. Tutte hanno superato la soglia di consenso prevista dopo una valutazione multidisciplinare indipendente; 14 hanno ricevuto l’unanimità.
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Il percorso esamina la valutazione dei rischi prima dell’intervento, l’informazione della persona e il consenso, oltre all’esperienza dei gruppi chirurgici e alle caratteristiche anatomiche del rene da prelevare. Sono trattate anche le tecniche operatorie, la disponibilità di sangue, la risposta alle emergenze, la prevenzione delle trombosi, il controllo dopo l’operazione e la gestione del dolore.
Nel 2025 in Italia sono stati eseguiti 2.367 trapianti di rene, 364 dei quali con organo donato da una persona vivente: poco più del 15% dell’attività complessiva. Nello stesso anno i trapianti di polmone sono stati 144; l’attesa media per arrivare all’intervento è risultata di 8,7 mesi, mentre considerando tutti i pazienti in lista, compresi quelli non ancora trapiantati, il periodo medio sale a 2 anni e mezzo.
La posizione del Centro trapianti
Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti, ha spiegato che i due testi hanno destinatari e contenuti differenti, ma rispondono alla medesima necessità: trasformare risultati scientifici ed esperienza della Rete in criteri applicabili e condivisi. Ha inoltre ringraziato i professionisti e le società scientifiche che hanno partecipato alla stesura.
Sul polmone, Feltrin ha sottolineato che una conduzione corretta del donatore deceduto può preservare organi altrimenti non utilizzabili. Per il rene da vivente, ha invece ribadito che ogni fase deve mettere al primo posto la protezione della persona sana che decide di donare, con l’obiettivo di aumentare le possibilità per i pazienti e la sicurezza dell’intero sistema.
I due documenti sono stati presentati al 49esimo Congresso nazionale della Società italiana dei trapianti d’organo e di tessuti, in corso a Bari. Il primo riguarda la gestione intensiva del potenziale donatore di polmone; il secondo definisce criteri per rendere più sicuro e omogeneo il percorso della donazione renale da vivente.
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