Ospedali, 18 mosse per tagliare sprechi e impatto ambientale
Presentato a Welfair un documento con soluzioni già sperimentate in diverse strutture italiane e applicabili all’intero sistema sanitario
Energia, acqua, materiali monouso e rifiuti rappresentano una parte rilevante dell’impronta ambientale degli ospedali. In un settore che, secondo Lorenzo Sommella, è responsabile di circa il 5% delle emissioni mondiali di CO₂, arriva ora un documento con 18 soluzioni concrete per rendere più efficienti le strutture sanitarie italiane.
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La sanità cerca una svolta sostenibile
Il primo documento operativo dedicato alla sostenibilità ambientale degli ospedali italiani è stato presentato durante la seconda giornata di Welfair – La fiera del fare Sanità. Il lavoro raccoglie pratiche già sperimentate in alcune realtà del Paese e pensate per essere adottate anche da altri presidi.
Le indicazioni riguardano il contenimento dei consumi energetici, la riduzione dei rifiuti e l’impiego più attento di acqua, plastica, cibo e gas anestetici. Il documento affronta anche la mobilità sostenibile e i modelli organizzativi necessari per accompagnare il cambiamento.
A coordinare il gruppo di lavoro di B-Sanità R.o.s.a. (Rete italiana ospedali per la sostenibilità ambientale) è stato Lorenzo Sommella, direttore sanitario e responsabile della sostenibilità della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Il percorso è maturato attraverso un anno di confronto tra l’edizione 2025 e quella 2026 di Welfair.
Dalla gestione dei rifiuti alla governance
Al progetto hanno partecipato, tra gli altri, il Policlinico Gemelli, l’Istituto europeo di oncologia, Humanitas, l’ospedale Galeazzi e la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Le loro esperienze sono state utilizzate come base per individuare interventi replicabili su scala nazionale.
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Sommella ha sottolineato che la tutela ambientale non dovrebbe essere contrapposta alla sostenibilità economica. «Non deve esistere una dicotomia tra la sostenibilità economica e quella ambientale», ha affermato, richiamando la necessità di consumare meno energia, produrre meno scarti e limitare la presenza della plastica senza compromettere la qualità delle cure.
Tra gli orientamenti indicati compare anche il principio “meno è meglio” applicato ai percorsi clinici. L’obiettivo è ottimizzare l’uso di risorse, medicinali e dispositivi monouso in un comparto che ogni giorno deve garantire assistenza impiegando grandi quantità di energia, acqua e materiali.
Roma punta sui casi già attivi
Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti del Comune di Roma, ha aperto i lavori. Nel suo intervento ha collegato sostenibilità, prevenzione e salute secondo una visione integrata, ricordando che gli ospedali hanno consumi e flussi paragonabili a quelli di piccole città.
Per questo, ha spiegato Alfonsi, analizzare le esperienze già realizzate può aiutare le amministrazioni a definire azioni mirate sull’energia, sull’acqua e sulla gestione degli scarti. I risultati emersi dall’incontro, ha aggiunto, potranno confluire anche nel piano dei rifiuti del Comune di Roma.
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