12notizie oggi Scopri i vantaggi
Salute 2 min di lettura15 ott

Quasi 40mila casi legati all’alcol: il rischio che molte donne ignorano

L’Oms segnala il legame tra consumo di alcol e tumore al seno e presenta uno strumento con intelligenza artificiale per aiutare medici e infermieri a parlarne con i pazienti.

In Europa il rapporto tra alcol e tumore al seno resta poco conosciuto, nonostante i numeri indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Soltanto il 15% della popolazione sa che il consumo di bevande alcoliche può favorire questa neoplasia; tra le donne la quota arriva al 21%.

Offerta del giorno17 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 2 giorni
*******


Un rischio ancora poco riconosciuto

Secondo i dati diffusi dall’Oms Europa in occasione del Mese della prevenzione del cancro al seno, celebrato ogni ottobre, l’alcol è associato a 39.200 nuovi casi di tumore al seno nella Regione Europea dell’organizzazione. Il dato si accompagna a una conoscenza ancora limitata del possibile legame tra consumo di alcol e malattia.

Carina Ferreira-Borges, consulente dell’Oms Europa per l’alcol, ha sottolineato che le conseguenze non restano sul piano teorico: «Possono tradursi in malattie cardiache o epatiche, nell’esposizione di un feto all’alcol durante la gravidanza, in ansia e depressione o, ancora, nel caso di una donna che sviluppa un cancro al seno senza aver mai saputo che l’alcol rappresentasse un fattore di rischio».


Un assistente digitale per i sanitari

Per colmare questa lacuna informativa, l’Oms Europa ha messo a disposizione una piattaforma digitale con un assistente basato sull’intelligenza artificiale. Il sistema è pensato per sostenere gli operatori sanitari nel confronto con i pazienti sul consumo di alcol e sui rischi collegati.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’organizzazione osserva che il tema viene affrontato meno regolarmente rispetto al fumo. Tra gli ostacoli vengono indicati il tempo ridotto durante le visite, una preparazione insufficiente e il timore di suscitare nei pazienti la sensazione di essere giudicati. Ferreira-Borges spiega che il nuovo strumento può fornire, anche nei pochi minuti disponibili tra un appuntamento e l’altro, risposte basate sulle evidenze scientifiche dell’Oms: «Parlare di alcol diventa una parte integrante dell’assistenza sanitaria, anziché un aspetto aggiuntivo e imbarazzante».

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere