Obesità, Sio chiede risorse per i pazienti più gravi
La proposta riguarda circa 500mila persone e punta a ridurre i costi sanitari futuri legati alla malattia non trattata
La Società Italiana dell’Obesità ha chiesto di inserire nella Legge di Bilancio 2027 risorse per le persone con le forme più gravi della malattia.
Secondo Silvio Buscemi, presidente della Sio e direttore del Centro per l’Obesità del Policlinico di Palermo, «la Legge di Bilancio 2027 rappresenta un’occasione per dare una prima risposta concreta». L’intervento, ha spiegato, dovrebbe concentrarsi sui pazienti più esposti dal punto di vista clinico e con maggiori difficoltà economiche.
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La richiesta delle associazioni
Anche Amici Oltre il Peso, organizzazione affiliata alla Federazione Italiana Associazioni Obesità, sostiene la richiesta degli specialisti. La presidente Iris Zani ha sollecitato alle istituzioni un provvedimento rivolto alle persone fragili, ribadendo che l’accesso alle cure non dovrebbe dipendere dal reddito.
L’associazione chiede che nei Livelli Essenziali di Assistenza vengano garantiti percorsi specifici, con una presa in carico continuativa affidata a più figure professionali. Zani ha inoltre confermato la disponibilità al confronto con Parlamento, Ministero della Salute e Agenzia Italiana del Farmaco.
Cure ancora a carico dei pazienti
La legge 149/2025 ha definito l’obesità una patologia cronica, progressiva e recidivante. A un anno dal riconoscimento normativo, tuttavia, le persone interessate devono ancora sostenere direttamente i costi dei trattamenti, in assenza di un finanziamento pubblico dedicato.
La Sio non propone l’erogazione automatica dei farmaci a tutta la popolazione con obesità. L’obiettivo indicato è partire dai casi più complessi, spesso associati ad altre patologie, per i quali le spese rendono di fatto inaccessibili le terapie.
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I costi per il sistema sanitario
Gli specialisti stimano in 13,6 miliardi di euro ogni anno l’impatto dell’obesità non curata. Nel calcolo rientrano le spese sanitarie dirette e indirette, le complicanze e la riduzione della produttività.
La proposta prevede di limitare inizialmente il rimborso al 25% dei pazienti considerati a rischio più elevato, individuati anche sulla base della situazione economica. Si tratterebbe di circa 500mila persone; secondo la Sio, l’intervento potrebbe evitare oltre 1,6 miliardi di euro di costi sanitari futuri.
L’interrogazione al ministro
Il 3 novembre la senatrice Elena Murelli, della Lega, ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute. Nel documento chiede di aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza, includendo l’obesità tra le patologie croniche e invalidanti che consentono l’esenzione dal pagamento delle prestazioni.
La parlamentare ha inoltre sollecitato lo stanziamento di fondi aggiuntivi, già con la prossima manovra, per il fondo destinato alla prevenzione e al trattamento dell’obesità. Per la Sio, negare l’accesso alle cure in questi casi crea una disparità rispetto ad altre malattie croniche, progressive e recidivanti, come l’artrite reumatoide e la malattia di Crohn.
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