Radiologia, l’IA restituisce tempo al dialogo con i pazienti
Al congresso Sirm di Milano si discute il ruolo degli algoritmi nella refertazione e nella comunicazione clinica
L’intelligenza artificiale potrà rendere più rapida l’analisi degli esami radiologici e lasciare ai medici più tempo per parlare con i pazienti.
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Numeri e formazione del congresso
Il congresso nazionale della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica riunisce oltre 2.500 specialisti e occupa più di 50mila metri quadrati tra spazi scientifici ed espositivi. I dati sono stati illustrati da Roberto Grassi, presidente dell’appuntamento.
Ampio spazio è dedicato anche alla preparazione dei giovani. Luigia Romano, alla guida del Comitato Scientifico, ha spiegato che il programma comprende oltre mille comunicazioni orali, 250 presentazioni di casi clinici, competizioni tra Scuole di Specializzazione, laboratori e riconoscimenti per gli specialisti più giovani.
Una comunità in crescita
La Sirm conta oltre 13 mila soci: il 49% sono donne e il 46% ha meno di 45 anni. Per la presidente Nicoletta Gandolfo, questi numeri riflettono l’ampliamento dell’associazione e il suo ricambio generazionale, sostenuto anche dall’investimento sui giovani e dalle collaborazioni internazionali.
La società partecipa stabilmente ai gruppi multidisciplinari e contribuisce alla definizione dei percorsi diagnostico-terapeutici. Questo ruolo, secondo Gandolfo, rende necessario aggiornare i modelli organizzativi adottati finora.
Tecnologia e rapporto umano
Il congresso si è aperto a Milano con una riflessione sul ruolo assunto dal radiologo nella medicina attuale. Gandolfo e Luca Brunese, presidente eletto della Sirm, lo hanno descritto come un riferimento che interviene dalla prevenzione alla diagnosi, fino alla scelta delle strategie terapeutiche e alla verifica dei trattamenti.
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La radiologia è passata dalle immagini analogiche ai sistemi digitali e ora agli strumenti di intelligenza artificiale. Brunese ha osservato: «È importante, perché il tempo recuperato dovrà essere utilizzato per parlare con il paziente, comunicargli il referto e rispondere alle sue domande, ricreando un rapporto personale diretto».
Le applicazioni nelle specialità
L’impiego di queste tecnologie è già visibile in senologia, ecografia e radiologia interventistica, ma secondo i promotori coinvolgerà progressivamente tutte le sottospecialità. Gli algoritmi possono aiutare a esaminare in tempi più brevi quantità crescenti di immagini e sostenere il lavoro di refertazione.
Un rilievo particolare riguarda i pazienti oncologici, per i quali le immagini sono utilizzate nella diagnosi e nel controllo dell’evoluzione della malattia. Anche nelle emergenze, la rapidità delle valutazioni radiologiche può incidere sulle decisioni cliniche.
Più medici, non meno
Brunese ha respinto l’idea che il numero dei radiologi sia eccessivo. La domanda di prestazioni diagnostiche è destinata ad aumentare e, di conseguenza, serviranno altri professionisti. L’intelligenza artificiale, ha chiarito, non prende il posto del medico, ma gli mette a disposizione strumenti aggiuntivi per svolgere il proprio lavoro.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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