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Salute 2 min di lettura4 ore fa

Obesità, la Sio chiede fondi per i casi gravi

La società scientifica propone di limitare inizialmente il rimborso a 500mila pazienti ad alto rischio.

La Società Italiana dell’Obesità ha chiesto che la legge di bilancio finanzi le terapie per i pazienti più gravi.

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La richiesta sui rimborsi

«Il tempo a disposizione è poco. Non possiamo attendere un altro anno», ha affermato Silvio Buscemi, presidente della Sio e direttore del Centro per l’Obesità del Policlinico di Palermo.

Secondo la società scientifica, una prima estensione della rimborsabilità al 25% dei pazienti più esposti, individuati anche considerando le difficoltà economiche, riguarderebbe circa 500mila persone. La misura potrebbe evitare oltre 1,6 miliardi di euro di future spese sanitarie, sostiene la Sio.


Priorità ai pazienti più fragili

L’organizzazione ha chiesto al Governo e al Parlamento di intervenire sulle persone con le forme più severe della malattia, soprattutto quando il costo delle terapie impedisce l’accesso alle cure.

«Non chiediamo che lo Stato garantisca indistintamente a tutti i farmaci per l’obesità, ma che cominci a tutelare chi ne ha più bisogno», ha detto Buscemi. Il presidente della Sio ha aggiunto che si tratta spesso di pazienti con ulteriori patologie, per i quali la possibilità di curarsi non dovrebbe essere determinata dal reddito.


Il riconoscimento nella legge

La legge 149/2025, approvata poco più di un anno fa, ha inserito l’obesità tra le malattie croniche. Le spese per i trattamenti, però, continuano a ricadere sui cittadini.

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Nei giorni scorsi la senatrice Elena Murelli ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute. Nel documento viene sollecitata la modifica dei Livelli Essenziali di Assistenza, con l’inclusione dell’obesità tra le patologie croniche e invalidanti che consentono l’esenzione, oltre a maggiori stanziamenti per il fondo dedicato alla prevenzione e alla cura della malattia.


Un accesso secondo criteri clinici

La Sio ha precisato di non chiedere l’estensione immediata dei nuovi trattamenti a tutti i pazienti. La proposta è partire dai quadri più severi, applicando criteri legati alla necessità clinica e alla condizione economica.

Buscemi ha concluso chiedendo che il diritto alle cure non resti legato alla capacità di sostenere la spesa. L’obiettivo indicato dalla società è un accesso iniziale rivolto ai pazienti con il rischio maggiore e con minori possibilità economiche.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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