Morbillo, un bambino morto a New York dopo 30 anni
In Italia 588 casi nei primi nove mesi del 2026, nessuna Regione ha raggiunto il 95% di copertura vaccinale
Un bambino è morto per le complicazioni del morbillo nello Stato di New York. È il primo decesso legato alla malattia registrato nello Stato da oltre 30 anni e il quarto negli Stati Uniti dall’inizio del 2026.
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I dati italiani sulla malattia
In Italia sono stati conteggiati 651 casi, dei quali 588 tra gennaio e settembre 2026. Un’analisi epidemiologica inserita in una circolare del ministero della Salute ha rilevato una crescita delle infezioni nei primi mesi dell’anno, soprattutto tra alcune fasce adulte e in specifiche zone del Paese.
L’incremento ha interessato in particolare Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Tra le persone contagiate, il 93,3% non risultava vaccinato. Nel 2024 nessuna Regione aveva raggiunto l’obiettivo del 95% di copertura con due dosi: la percentuale andava dal 67,88% della Sicilia al 94,3% dell’Umbria.
Il ministero ha quindi invitato le amministrazioni regionali a organizzare campagne rivolte soprattutto ai giovani adulti, ai soggetti a rischio e a chi non aveva completato il ciclo con la seconda dose.
Il quadro europeo
Nel continente la circolazione del virus ha seguito percorsi diversi da Paese a Paese. Dopo il picco di 35 mila casi registrato nel 2024, associato a un focolaio in Romania, i contagi hanno iniziato a diminuire.
Secondo l’Ecdc, tra settembre 2025 e ottobre 2026 sono state segnalate in Europa 2.325 infezioni e nessuna morte. L’Italia, con 651 casi complessivi, ha però registrato il numero più alto nel periodo considerato.
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Il focolaio negli Stati Uniti
La morte è stata comunicata dal dipartimento della Salute dello Stato di New York insieme alle autorità della contea di Lewis. Gli organismi sanitari hanno ricordato che il morbillo può provocare conseguenze gravi, anche letali, e hanno indicato la vaccinazione come principale forma di protezione.
Negli Stati Uniti il 2025 si era chiuso con 2.289 casi e 3 vittime; nel 2026 le infezioni hanno già superato quota 4.800. Il calo delle vaccinazioni è considerato dalle autorità uno dei fattori alla base della ripresa dei contagi.
I Centers for Disease Control and Prevention hanno rilevato che la copertura contro morbillo, parotite e rosolia tra i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia è scesa dal 95,2% dell’anno scolastico 2019-2020 al 92,4% del 2025-2026. In termini assoluti, circa 280 mila bambini risultano così esposti al virus.
La governatrice di New York, Kathy Hochul, ha attribuito la situazione anche alle scelte dell’amministrazione federale. In una nota ha definito il decesso «un devastante promemoria di ciò che è in gioco quando le politiche federali di Washington erodono deliberatamente decenni di progressi nella protezione degli americani dalle malattie prevenibili».
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