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Salute 2 min di lettura2 ore fa

Lisosomi sotto stress: la scoperta che riattiva il riciclo cellulare

Il Tigem ha individuato due enzimi capaci di attivare Tfeb, possibile bersaglio per malattie rare, linfoma follicolare e altre patologie.

Due enzimi potrebbero offrire una nuova strada per intervenire sui disturbi causati dal cattivo funzionamento dei lisosomi, le strutture cellulari incaricate di degradare e riciclare diverse sostanze. È il risultato di una ricerca coordinata da Gennaro Napolitano del Tigem di Pozzuoli e pubblicata su Nature.


Tfeb ha finalmente un punto d’ingresso

Al centro dello studio c’è Tfeb, una proteina che regola l’attività dei lisosomi e avvia i programmi cellulari dedicati alla pulizia e al riciclo. Quando questo sistema non funziona correttamente, nelle cellule possono accumularsi materiali tossici, con possibili conseguenze anche per numerose malattie genetiche rare.

Da tempo Tfeb è considerata un obiettivo di grande interesse per la ricerca farmacologica. Il problema, finora, è stato individuare composti capaci di agire direttamente sulla proteina. Il lavoro del gruppo italiano indica invece una possibile strategia alternativa, basata sui meccanismi che ne controllano l’attivazione.


Due enzimi accendono la risposta cellulare

Gli esperimenti hanno evidenziato che lo stress dei lisosomi mette in moto Tbk1 e Ulk1. I due enzimi funzionano come interruttori molecolari: avviano una sequenza di segnali che porta all’attivazione di Tfeb e, di conseguenza, ai processi con cui la cellula tenta di gestire il danno e recuperare la propria efficienza.

Alessandra Esposito, prima autrice della ricerca, ha spiegato che il ruolo di Tfeb nell’adattamento allo stress era già noto, mentre restava da chiarire come il danno ai lisosomi venisse riconosciuto e trasformato in un segnale capace di coinvolgere la proteina. La nuova ricostruzione identifica proprio questo passaggio.

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Il legame con il linfoma follicolare

Il meccanismo descritto è stato osservato anche nel linfoma follicolare, un tumore del sangue nel quale un’attivazione anomala di Tfeb può sostenere la proliferazione delle cellule tumorali. Questo risultato amplia l’interesse della scoperta anche al settore oncologico.

Secondo Gennaro Napolitano, intervenire a monte di Tfeb potrebbe permettere di modificarne l’attività in contesti diversi. La possibile applicazione, ha sottolineato, non riguarderebbe soltanto alcuni tumori, ma anche altre patologie associate ai lisosomi e al loro malfunzionamento.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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