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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Tfeb, la chiave nascosta nel riciclo cellulare: cosa cambia

Il Tigem ha individuato due enzimi che regolano una proteina cruciale per i lisosomi, con possibili ricadute su malattie rare e linfoma follicolare.

Colpire direttamente Tfeb, una proteina considerata da tempo un possibile bersaglio terapeutico, si è rivelato finora complesso. Uno studio coordinato da Gennaro Napolitano all’Istituto Telethon di genetica e medicina di Pozzuoli, pubblicato su Nature, ha però individuato un percorso alternativo per controllarne l’attività.


Due enzimi accendono la risposta cellulare

La ricerca ha messo in luce il ruolo di Tbk1 e Ulk1. Quando i lisosomi, gli organelli incaricati di degradare e riciclare materiali cellulari, entrano in condizioni di stress, questi due enzimi si attivano e funzionano come interruttori molecolari.

La loro azione avvia una sequenza di segnali che porta all’attivazione di Tfeb. In questo modo la cellula può accendere i programmi dedicati al riciclo e alla rimozione dei materiali di scarto, limitando l’accumulo di sostanze tossiche legato al cattivo funzionamento dei lisosomi.

Alessandra Esposito, prima autrice dello studio, ha spiegato che il ruolo di Tfeb nell’adattamento allo stress era già noto. La novità riguarda invece il passaggio che consente alla cellula di riconoscere il danno ai lisosomi e convertirlo in un segnale capace di attivare la proteina.


Dalle malattie rare al linfoma

Il meccanismo descritto potrebbe offrire nuovi punti di intervento farmacologico, agendo a monte di Tfeb anziché sulla proteina stessa. La prospettiva interessa in particolare le malattie genetiche rare associate a difetti dei lisosomi, ma non si limita a queste condizioni.

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I ricercatori hanno osservato un coinvolgimento del percorso anche nel linfoma follicolare, un tumore del sangue nel quale l’attivazione anomala di Tfeb può sostenere la proliferazione delle cellule tumorali. Il risultato, dunque, presenta possibili applicazioni sia in ambito oncologico sia in altre patologie legate all’alterazione del riciclo cellulare.

Secondo Napolitano, la scoperta può permettere di modulare Tfeb attraverso il meccanismo che ne precede l’attivazione. Il coordinatore dello studio ha sottolineato che questa possibilità potrebbe essere esplorata non soltanto per alcuni tumori, ma anche per diverse malattie rare.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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