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Salute 4 min di lettura11 ore fa

Farmaci accessibili, 8,2 miliardi già risparmiati: ora il nodo dei costi

Il rapporto Egualia fotografa i risparmi prodotti da equivalenti e biosimilari, ma segnala divari regionali e margini industriali sempre più sotto pressione.

«Innovazione e farmaci accessibili sono entrambi indispensabili al Servizio sanitario, ma hanno strutture economiche profondamente diverse e non possono essere governati come se fossero lo stesso mercato». Con queste parole Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, ha richiamato la necessità di una revisione della governance farmaceutica, in un comparto che continua a sostenere il sistema ma deve fare i conti con costi produttivi in crescita.


Le richieste per sostenere il comparto

Egualia chiede che i prezzi dei medicinali accessibili ed essenziali possano essere aggiornati quando l’aumento strutturale delle spese ne mette a rischio la sostenibilità. Tra le proposte figurano anche la piena applicazione degli accordi quadro con più aggiudicatari, una revisione del meccanismo del payback per i medicinali fuori brevetto già sottoposti alle gare e un intervento sulle differenze territoriali nell’impiego degli equivalenti.

Secondo Daniela Bianco, partner di The European House Ambrosetti e responsabile dell’area Salute e scienze della vita di Teha Group, la politica sanitaria dovrebbe procedere insieme a quella industriale. In questa prospettiva, i farmaci accessibili non rappresentano soltanto uno strumento per contenere la spesa, ma anche una risorsa per rafforzare le filiere e la sicurezza degli approvvigionamenti.


Dieci anni di risparmi per la sanità

Tra il 2016 e il 2025, equivalenti, biosimilari e medicinali privi di copertura brevettuale hanno consentito di risparmiare complessivamente 8,2 miliardi di euro. La somma equivale a una disponibilità media superiore a 800 milioni l’anno, che può essere destinata ad altri interventi all’interno del Servizio sanitario.

Nel solo 2025 il beneficio ha oltrepassato gli 850 milioni di euro. Il potenziale futuro resta ampio: con una diffusione degli equivalenti paragonabile a quella della Germania, il sistema italiano potrebbe liberare più di 25 miliardi di euro nell’arco di dieci anni. Inoltre, la perdita della protezione brevettuale per numerosi medicinali prevista tra il 2026 e il 2028 potrebbe favorire l’arrivo di nuovi equivalenti e biosimilari, con un risparmio aggiuntivo stimato in circa 1,2 miliardi di euro.


In ospedale la spesa resta concentrata

Nel 2025 gli acquisti ospedalieri di medicinali hanno raggiunto quota 13,1 miliardi di euro, contro i 12,5 miliardi dell’anno precedente: l’incremento è stato del 5,2%, mentre le quantità acquistate sono rimaste sostanzialmente stabili. La parte più consistente della spesa, pari al 94,7%, è stata assorbita dai prodotti ancora protetti da brevetto, rispetto al 93,3% del 2024.

Nello stesso periodo i medicinali con marchio ma privi di brevetto sono scesi dal 4,7% al 3,2%, mentre gli equivalenti hanno mantenuto una quota del 2,1%. Il quadro restituisce un mercato diviso tra farmaci coperti da brevetto, ai quali va quasi tutto il valore economico, e prodotti senza brevetto, che incidono molto sui volumi ma assai meno sulla spesa complessiva.


Biosimilari oltre metà del mercato

Nel 2025 i biosimilari hanno raggiunto una quota del 54% del mercato italiano. Le evidenze più recenti dell’Agenzia italiana del farmaco indicano per questi medicinali un beneficio economico annuo di circa 460 milioni di euro.

La diffusione, tuttavia, procede a velocità diverse nelle varie aree del Paese. Marche e Liguria si avvicinano al 70%, mentre Veneto, Toscana, Lazio e Campania si collocano tra il 50% e il 60%; Lombardia e Sardegna restano sotto il 40%, lasciando ai medicinali originatori la maggioranza dei consumi locali.

Tra il 2015 e il 2025 le molecole biosimilari disponibili sono passate da 5 a 20, quindi sono quadruplicate. Dopo la flessione registrata tra il 2016 e il 2017, la loro presenza è salita dal 12% del 2017 a oltre il 50% nel 2023, fino al 54% del 2025, mentre gli originatori sono scesi al 46%.

L’Osservatorio collega l’ampliamento dell’offerta alla crescita dell’utilizzo: l’arrivo di nuove alternative dopo la scadenza dei brevetti avrebbe favorito una maggiore fiducia nella loro affidabilità clinica e nella convenienza economica.


Costi in aumento, margini ridotti

Tra il 2020 e il 2024 i costi di produzione dell’industria dei farmaci equivalenti sono aumentati del 32,1%. A pesare sono stati soprattutto il rincaro delle materie prime, cresciute del 30,9%, e quello dei servizi, salito del 34,4%.

La redditività del settore è così scesa al 2,8% nel 2024, con una riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Lucio Poma, capo economista di Nomisma, ha avvertito che, in un mercato caratterizzato da prezzi regolati, l’efficienza non può compensare senza limiti l’incremento delle spese: nel tempo, la pressione potrebbe riflettersi sugli investimenti e sull’ampiezza dell’offerta.

Il comparto conserva comunque dimensioni rilevanti: nel 2024 ha prodotto 6,8 miliardi di euro di ricavi e impiegato direttamente 11.792 persone, con una crescita dell’1,9% in un anno. Considerando anche le ricadute indirette e indotte, l’impatto complessivo arriva a 20,4 miliardi di euro e supera i 49 mila occupati.


Un divario regionale ancora aperto

Zagaria ha inoltre evidenziato la bassa diffusione degli equivalenti in Italia rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea. A suo giudizio, un fattore culturale spinge ancora molti cittadini a scegliere il medicinale originatore, sostenendo una spesa privata superiore a un miliardo di euro.

Il presidente di Egualia ha indicato anche una forte distanza tra Nord e Sud: nel settentrione la penetrazione dei generici è circa doppia rispetto al Mezzogiorno. I dati sono contenuti nell’XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili di Egualia, elaborato con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato a Roma.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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