Dimagrire non significa azzerare il grasso: conta cosa si perde
I farmaci contro l’obesità rendono più semplice perdere peso, ma la salute dipende anche dalla tutela dei muscoli e dall’equilibrio del tessuto adiposo.
Il risultato migliore non coincide con la sottrazione del maggior numero possibile di chili. Un dimagrimento davvero utile è quello che riduce il rischio per la salute senza compromettere la massa muscolare e senza ignorare le funzioni fisiologiche del tessuto adiposo.
La bilancia non racconta tutto
L’idea che meno grasso equivalga sempre a una condizione migliore può diventare fuorviante. Quantità, distribuzione e attività del tessuto adiposo vanno valutate insieme alla composizione corporea e alle caratteristiche della persona, invece di concentrarsi soltanto sul peso finale.
Anche il grasso sottocutaneo, soprattutto quello presente nell’area gluteo-femorale, non ha automaticamente lo stesso significato del deposito addominale profondo. Questo non rende innocuo un eccesso di tessuto adiposo, ma mostra perché l’obiettivo non dovrebbe essere inseguire modelli estetici di magrezza estrema.
Il muscolo protegge dalla fragilità
La perdita di massa magra accompagna inevitabilmente il dimagrimento, ma dovrebbe essere contenuta il più possibile. Silvio Buscemi, Presidente della Società Italiana dell’Obesità, sottolinea che la massa muscolare sostiene sia il movimento sia il metabolismo e che l’invecchiamento comporta già una sua progressiva riduzione: perderne troppa può quindi anticipare alcune difficoltà tipiche dell’età avanzata.
Un riferimento indicato dall’esperto è che la massa magra non rappresenti oltre il 30% del peso complessivamente eliminato. In pratica, su dieci chili persi, non più di tre dovrebbero provenire dalla massa magra. Un calo eccessivo può favorire malnutrizione e sarcopenia, con riduzione della forza, maggiore fragilità e più probabilità di cadute e fratture.
La questione è ancora più delicata nell’obesità sarcopenica, che riguarda fino al 15% dei pazienti sottoposti a trattamento per l’obesità. In questa situazione, il grasso in eccesso si accompagna a una dotazione muscolare insufficiente: dimagrire senza proteggere ulteriormente i muscoli può aggravare una vulnerabilità già presente.
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Quale grasso va ridotto davvero
Il tessuto adiposo non svolge soltanto una funzione di riserva energetica. È metabolicamente attivo, produce ormoni e altre sostanze coinvolte negli scambi tra cervello, tessuto adiposo e altri organi; inoltre possiede recettori capaci di contribuire alla difesa da sostanze tossiche come gli Ages e partecipa al funzionamento del sistema immunitario.
Diverso è il caso del grasso viscerale, situato in profondità nell’addome attorno agli organi. La sua presenza è collegata a un rischio più elevato di alterazioni metaboliche, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, ed è quindi il deposito che il trattamento dell’obesità dovrebbe contribuire a ridurre.
Farmaci efficaci, controllo necessario
I nuovi farmaci contro l’obesità consentono a molti pazienti, dopo anni di tentativi senza risultati, di ottenere cali ponderali importanti. Proprio per questo la terapia non dovrebbe essere gestita autonomamente: scelta del trattamento, controllo dell’andamento e impostazione alimentare richiedono la supervisione di uno specialista.
«Per chi convive con obesità o sovrappeso dimagrire è importante, ma è importante farlo correttamente», ha spiegato Buscemi. Alimentazione adeguata, proteine sufficienti e, quando possibile, attività fisica mirata sono gli strumenti richiamati per limitare la perdita muscolare e verificare che il calo di peso migliori davvero la salute, invece di inseguire un ideale estetico irrealistico.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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