Malattie reumatologiche, 10 milioni coinvolti: Schillaci rilancia la prevenzione
Il ministro della Salute interviene al Senato nella Giornata mondiale e richiama il peso sociale delle patologie, comprese le forme più invalidanti.
Sono circa 10 milioni gli italiani che convivono con una malattia reumatologica. Tra loro, circa 734.000 affrontano forme gravi, spesso capaci di limitare l’autonomia personale e la vita quotidiana.
Una sfida che va oltre gli specialisti
A richiamare l’attenzione sulla portata del fenomeno è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto al Senato durante una conferenza organizzata dalla senatrice Maria Cristina Cantù per la trentesima Giornata mondiale delle malattie reumatologiche.
Secondo Schillaci, queste patologie possono comparire in fasi molto diverse dell’esistenza, anche durante gli anni dedicati al lavoro e alla famiglia. Le conseguenze possono riguardare la capacità di essere autonomi, l’attività professionale, i rapporti sociali e i progetti personali. Per questo, ha sottolineato, «non possiamo considerarlo un tema limitato alla sola assistenza specialistica».
Il ministro ha definito le malattie reumatologiche «una questione di salute pubblica», collegata non soltanto alle cure, ma anche alla prevenzione, all’individuazione tempestiva, alla presa in carico, alla riabilitazione e alla qualità della vita.
Fibromialgia e assistenza sul territorio
Nel suo intervento, Schillaci ha ricordato anche l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tra le novità figura il riconoscimento della sindrome fibromialgica grave tra le patologie croniche invalidanti: un primo intervento rivolto alle persone che affrontano questa condizione complessa.
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Parallelamente, il ministero sta lavorando alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Le case di comunità dovrebbero favorire una collaborazione più stretta tra i diversi professionisti e rendere più agevole l’accesso ai servizi, con una continuità maggiore soprattutto per chi presenta fragilità o malattie croniche.
Schillaci ha infine citato i progressi realizzati attraverso il Pnrr nel campo della telemedicina e dell’assistenza a domicilio destinata agli ultrasessantacinquenni. «Le malattie reumatologiche rappresentano una questione di salute pubblica che coinvolge la prevenzione, la diagnosi, la presa in carico, l’appropriatezza delle cure, la riabilitazione, la qualità della vita», ha concluso.
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