Malattie reumatologiche, la cura non basta: i numeri sui costi nascosti
Le terapie hanno cambiato la prognosi, ma dolore, disagio psicologico, spese private e resistenze agli antibiotici lasciano ancora scoperti molti pazienti.
Dolore, limitazioni nella vita quotidiana e problemi psicologici accompagnano ancora molti pazienti con malattie reumatologiche, nonostante i progressi delle terapie. Un’indagine su lupus eritematoso sistemico e nefrite lupica mostra inoltre quanto il sostegno psicologico sia distante dai bisogni reali e quanto le famiglie debbano contribuire direttamente alle cure.
I dati sono stati presentati a Roma durante l’incontro istituzionale “Proteggere il futuro delle cure reumatologiche: dati, equità di accesso e nuove vulnerabilità dei pazienti reumatologici”, promosso da Apmarr Aps Ets con il patrocinio, tra gli altri, del ministero della Salute. L’appuntamento si è svolto all’Auditorium Cosimo Piccinno del ministero, a pochi giorni dalla Giornata mondiale delle Malattie reumatologiche e rare.
Douglas
Fino al -25% su Douglas via app
Lupus, il peso va oltre la diagnosi
Tra le persone che hanno risposto alla rilevazione, l’87% dei pazienti con lupus ha segnalato dolore o fastidio, mentre il 56,5% ha riferito difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane. Il 72,9% ha inoltre dichiarato problemi di ansia o depressione di livello moderato o grave.
La situazione è analoga per chi convive con la nefrite lupica: dolore o disagio riguardano il 78,2% degli intervistati, le limitazioni nelle attività il 56,2% e i disturbi psicologici l’84,4%. A fronte di questi numeri, il supporto psicologico è stato proposto soltanto al 23,9% delle persone con lupus e al 34,4% di quelle con nefrite lupica.
Gli indici medi di qualità della vita, misurati attraverso la scala EQ-5D, si fermano a 0,63 per il lupus e a 0,66 per la nefrite lupica. Anche la spesa sostenuta privatamente pesa sui bilanci familiari: in media 1.246 euro all’anno per il lupus e 614 euro per la nefrite lupica.
Barbara Polistena, direttrice scientifica e componente del consiglio di amministrazione di Crea Sanità, ha spiegato che l’impatto delle patologie deve essere valutato includendo attività quotidiane, salute psicologica e oneri economici, non soltanto gli indicatori clinici. Secondo la responsabile, servono percorsi multidisciplinari capaci di unire cure mediche, assistenza psicologica e sostegno sociale.
La sicurezza è la nuova frontiera
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda l’antibiotico-resistenza. I farmaci immunosoppressivi e immunomodulanti, fondamentali per numerose patologie reumatologiche, possono rendere i pazienti più vulnerabili alle infezioni. La frequentazione ripetuta delle strutture sanitarie può aumentare anche l’esposizione a microrganismi resistenti a più antibiotici.
Quando questi medicinali diventano meno efficaci, non si complica soltanto il trattamento dell’infezione: possono essere messi a rischio anche la continuità e la sicurezza delle cure reumatologiche. Le stime internazionali citate durante l’incontro associano le infezioni batteriche resistenti a circa 4,71 milioni di morti nel mondo, 1,14 milioni delle quali direttamente attribuite alla resistenza antimicrobica.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
In Europa, ogni anno, sono oltre 35 mila i decessi direttamente collegati alle infezioni provocate da batteri resistenti. In assenza di misure efficaci, entro il 2050 le morti direttamente riconducibili alla resistenza antimicrobica potrebbero arrivare a sfiorare i 2 milioni l’anno a livello globale.
Cure più avanzate, accesso ancora diseguale
Negli ultimi 25 anni la reumatologia ha modificato profondamente le proprie possibilità terapeutiche. L’arrivo dei farmaci biologici e delle piccole molecole ha migliorato la prognosi, favorito lo studio dei meccanismi delle malattie e sostenuto la ricerca di biomarcatori utili a riconoscere prima le patologie.
Andrea Doria, presidente della Società italiana di reumatologia, ha descritto il passaggio dal semplice contenimento dei sintomi a obiettivi come remissione, prevenzione del danno e intervento anticipato. La nuova fase, ha osservato, richiede però anche un’assistenza diversa, con diagnosi tempestive, accesso rapido allo specialista e collegamenti più solidi tra servizi territoriali, ospedali e università.
Per le forme più comuni dovrebbe essere rafforzata una reumatologia vicina al paziente, mentre i casi rari o complessi necessitano di strutture altamente specializzate, diagnostica avanzata e competenze interdisciplinari. L’obiettivo è coordinare i due livelli e assicurare una presa in carico continua, proporzionata alla gravità della condizione.
Nuovi Lea e presa in carico integrata
Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, ha richiamato il ruolo dell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, che amplia le prestazioni garantite e riconosce bisogni assistenziali aggiuntivi, comprese le forme più severe di fibromialgia. Nel suo intervento ha indicato prevenzione, diagnosi precoce e accessibilità come priorità per le persone con malattie reumatologiche.
Antonella Celano, presidente di Apmarr Aps Ets, ha sottolineato che l’innovazione produce risultati concreti solo quando arriva a chi ne ha bisogno e migliora davvero la vita quotidiana. Per questo, oltre alla ricerca, considera decisivi l’equità nell’accesso, la continuità terapeutica e una presa in carico capace di accompagnare il paziente nel tempo.
Il quadro emerso dal convegno indica quindi una doppia necessità: consolidare i risultati scientifici e costruire percorsi assistenziali più completi. La protezione del paziente passa dalla terapia, ma anche dall’ascolto delle sue difficoltà, dal sostegno psicologico, dalla riduzione delle spese a carico delle famiglie e dalla prevenzione dei rischi infettivi.
Continua a leggere
Dna e Bologna, il nodo dei resti riaccende lo scontro
La difesa di Gilberto Cavallini sollecita nuovi esami sul materiale trovato nella bara di Maria Fresu, ma familiari e parte civile contestano l’ipotesi di un’ulteriore vittima.
Antartide, 2.500 euro per contare pinguini: il lavoro tra i ghiacci
La fondazione britannica UK Antarctic Heritage Trust cerca personale per una stagione a Port Lockroy: sei mesi con stipendio, vitto, alloggio e attrezzatura inclusi.
Iguazù, il fiume fa paura: cosa è successo alle cascate
L’acqua ha raggiunto livelli eccezionali dopo giorni di pioggia, imponendo limitazioni diverse nei parchi nazionali di Argentina e Brasile.
Fort Hood, stop alla diretta dell’esecuzione: la decisione di Trump
Il presidente degli Stati Uniti ha bloccato la trasmissione dal carcere della fucilazione di Nidal Hasan, disposta dal capo del Pentagono Pete Hegseth.