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Salute 2 min di lettura11 ore fa

Diabete tipo 2, perché a Milano si punta ad agire prima

Il congresso dell’Easd riunisce oltre 15mila partecipanti e presenta un nuovo consenso sull’intervento precoce contro diabete e obesità

Intervenire già nelle prime fasi del diabete di tipo 2, valutando vicino alla diagnosi anche l’uso combinato dei farmaci più efficaci: è questa una delle indicazioni al centro del nuovo documento di consenso europeo e americano presentato a Milano. L’obiettivo è ampliare i benefici del trattamento, andando oltre il semplice controllo della glicemia e del peso.


La priorità è anticipare l’intervento

Secondo il documento, una gestione più tempestiva dovrebbe puntare anche alla protezione degli organi. Tra gli esiti da contrastare vengono indicati il rischio cardiovascolare, l’insufficienza renale e la malattia metabolica del fegato.

Francesco Giorgino, presidente dell’Associazione europea per lo studio del diabete, ha sottolineato la necessità di rafforzare prevenzione e intervento precoce. Il fenomeno riguarda infatti non solo i Paesi emergenti e in via di sviluppo, ma anche l’Europa e l’Italia, dove diabete e obesità continuano a rappresentare una priorità.


Milano riporta il congresso in Italia

Il tema è stato discusso durante il congresso dell’Easd, ospitato all’Allianz MiCo di Milano. L’appuntamento torna in Italia dopo 18 anni e ha raccolto oltre 15mila partecipanti provenienti da tutto il mondo.

Giorgino ha definito l’incontro «l'appuntamento mondiale più rilevante sul diabete», ricordando anche il peso della ricerca italiana: il nostro Paese figura tra quelli con il maggior numero di contributi scientifici presentati durante i lavori.

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Diabete e obesità, una sfida crescente

L’aumento dei casi impone, secondo il presidente dell’Easd, di intervenire prima e con maggiore intensità. La prevenzione viene indicata come uno degli strumenti da potenziare insieme a un’azione più incisiva nelle fasi iniziali della malattia.

Nel bilancio del congresso, Giorgino ha riassunto così la direzione indicata dal nuovo consenso: «Il beneficio deve essere più ampio, non solo correggere tempestivamente la glicemia e controllare il peso, ma proteggere gli organi». La strategia discussa a Milano collega quindi il controllo della malattia alla riduzione delle sue possibili conseguenze su cuore, reni e fegato.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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