Dalla robotica all’AI: la nuova sfida per i neurochirurghi
La neurochirurgia si prepara a confrontarsi con una tecnologia destinata ad avere un peso sempre maggiore nella pratica medica.
Marco Fontanella, professore ordinario di Neurochirurgia all’Università di Brescia e alla guida della Neurochirurgia degli Spedali Civili di Brescia, ha affrontato il tema al 75.esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia, svoltosi a Catania.
Il medico resta al centro della cura
Secondo Fontanella, l’arrivo dell’intelligenza artificiale richiederà agli specialisti una conoscenza più approfondita degli strumenti disponibili. La tecnologia, nelle sue parole, non sostituirà la funzione clinica del medico, ma potrà affiancarlo nella gestione del paziente e nella valutazione delle malattie.
«È una sfida che dobbiamo affrontare insieme, medici, pazienti e tecnologia», ha affermato il neurochirurgo durante il congresso. La formazione dei professionisti diventa quindi un passaggio essenziale per comprendere come utilizzare in modo appropriato le nuove possibilità offerte dall’AI.
Dopo i robot arriva l’intelligenza artificiale
Fontanella ha inserito questo cambiamento in un percorso tecnologico già avviato in ambito sanitario. Negli ultimi anni, ha ricordato, la robotica si è diffusa fino a diventare una presenza sempre più significativa all’interno delle sale operatorie.
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L’intelligenza artificiale, secondo il professore, inaugura ora una fase ulteriore e porta con sé interrogativi di rilievo per le discipline mediche. Il suo impiego nella cura dei pazienti, ha aggiunto, è destinato a crescere e imporrà a medici e sistema sanitario di misurarsi con sfide nuove.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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