Da ultramaratoneta all’ossigeno: il sintomo sottovalutato di Josh
A 29 anni, Josh Vitner-Jackson conduceva una vita sportiva e professionale intensa: poi una semplice stitichezza ha preceduto la diagnosi di un tumore al colon, oggi al quarto stadio.
Per Josh Vitner-Jackson tutto è iniziato con un disturbo apparentemente comune. Nel maggio 2020, a 29 anni, l’atleta non riusciva più ad andare regolarmente in bagno e pensava che il problema dipendesse dalla scarsa quantità di fibre nella sua alimentazione. Oggi, a 35 anni, convive con un tumore intestinale incurabile che si è diffuso ai polmoni e necessita dell’ossigeno per respirare.
La stitichezza nascondeva altro
Prima della malattia, Josh era in ottima forma e praticava sport di resistenza. Aveva partecipato a diverse maratone e aveva portato a termine anche un’ultramaratona di 219 chilometri nel deserto della Giordania. Nulla, nella sua vita quotidiana, sembrava far pensare a una patologia grave.
Per quel primo disturbo si rivolse due volte a un medico. In entrambe le occasioni gli venne suggerito di aumentare il consumo di verdure. «Pensavo: ho solo 29 anni e sono in forma, è soltanto stitichezza», ha raccontato Josh, spiegando di aver forse evitato di prendere in considerazione scenari più seri.
Nel giro di poche settimane, però, la situazione peggiorò. Gli intervalli tra un’evacuazione e l’altra si allungarono fino a superare i sette giorni. Dopo una visita in ambulatorio, una radiografia e la prescrizione di lassativi, arrivò un ulteriore aggravamento: Josh trascorse una notte con forti dolori, l’addome molto gonfio e condizioni generali estremamente compromesse.
L’operazione e la diagnosi avanzata
Quando tornò nella struttura sanitaria, i medici gli dissero che l’esame aveva mostrato un elemento sospetto. Gli accertamenti successivi individuarono una massa delle dimensioni di una pallina da golf nella parte sinistra del colon.
La situazione richiedeva un intervento immediato. Josh fu invitato a raggiungere il South Austin Hospital entro 24 ore, perché il tumore avrebbe potuto perforare l’intestino con conseguenze potenzialmente letali. «Mi sono svegliato che stavo malissimo», ha ricordato descrivendo quella notte di dolore persistente.
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L’équipe chirurgica rimosse la massa insieme ai tessuti circostanti. In seguito, tuttavia, la malattia ha raggiunto i polmoni ed è arrivata al quarto stadio, trasformando radicalmente la quotidianità dell’ex maratoneta.
La convalescenza durante la pandemia
Il recupero avvenne nel 2020, mentre erano in vigore le limitazioni legate al Covid-19. Per questo Josh non poté ricevere normalmente la visita di parenti e amici durante la convalescenza.
Le persone che gli erano vicine gli lasciavano il cibo davanti alla porta, oppure lo accompagnavano agli appuntamenti in ospedale. Per il resto, come ha spiegato, poteva trascorrere anche due settimane quasi senza alcun contatto umano, affrontando l’inizio di una malattia che avrebbe cambiato completamente la sua vita.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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