Cpr, il nodo dei certificati: i medici chiedono regole più chiare
La federazione dei 106 Ordini territoriali sollecita un confronto con le istituzioni sulla valutazione sanitaria e sull’assistenza dopo l’eventuale esclusione dal trattenimento
Dopo un giudizio sanitario incompatibile con la permanenza in un Cpr, la persona interessata deve poter accedere ai servizi competenti e seguire un percorso assistenziale documentato. Per la Fnomceo, l’eventuale esclusione dal trattenimento non elimina il bisogno di cure, ma può renderlo ancora più urgente.
Filippo Anelli ha quindi indicato nel confronto con le istituzioni il passaggio necessario per affrontare anche questa fase. «È su questo terreno - chiediamo il confronto istituzionale», ha affermato il presidente della Federazione.
Dopo il no al trattenimento servono cure
La revisione delle modalità operative, secondo la federazione, non dovrebbe fermarsi al momento della certificazione. Occorre chiarire come assicurare la presa in carico della persona e la continuità degli interventi sanitari eventualmente necessari.
Questo aspetto si collega alla distinzione tra valutazione medica e decisioni amministrative. Il professionista deve esaminare lo stato di salute e segnalare eventuali incompatibilità, mentre trasferimento e trattenimento restano responsabilità delle autorità competenti.
Il medico non decide il Cpr
La certificazione sanitaria, viene ribadito, non può trasformarsi nel mezzo per attribuire al medico scelte che spettano ad altri soggetti istituzionali. La richiesta della Fnomceo è dunque quella di un iter capace di separare con precisione i diversi compiti, lasciando al professionista indipendenza, rigore e responsabilità.
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Il presidente Anelli ha anche richiamato il tema delle indagini della procura di Ravenna. Se venisse dimostrato che alcuni medici hanno prodotto attestazioni false, ha spiegato, potrebbero esserci conseguenze disciplinari; fino alla conclusione degli accertamenti, però, devono valere la presunzione di innocenza e l’indipendenza della valutazione clinica.
La posizione dei 106 Ordini
La linea è stata approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, formato dai presidenti dei 106 Ordini territoriali. L’organismo ha confermato l’ordine del giorno già votato il 20 febbraio scorso.
Nella stessa riunione, alla luce degli sviluppi dell’inchiesta ravennate, Anelli ha ricevuto l’incarico di avviare un dialogo con le istituzioni competenti per valutare una modifica della procedura. Il principio richiamato dalla federazione è che l’esame sanitario debba riguardare esclusivamente le condizioni della persona e non diventare un’autorizzazione al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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