Zuppi ad Assisi: «La pace non nasce dalle armi
Alla presenza di Mattarella, il cardinale richiama dialogo e diritto mentre Assisi celebra il ritorno della festa nazionale di San Francesco
La celebrazione di San Francesco ad Assisi si è trasformata in un appello contro la logica della forza. Durante la messa, il cardinale Matteo Zuppi ha avvertito che la pace non può essere affidata alle armi, mentre Sergio Mattarella ha partecipato alle cerimonie per il patrono d’Italia, tornato a essere festeggiato come ricorrenza nazionale.
Zuppi sfida la logica della forza
Nell’omelia, il presidente della Conferenza episcopale italiana ha criticato il fascino esercitato dalla potenza, dai nazionalismi e dagli interessi economici che alimentano la contrapposizione. Secondo Zuppi, le campagne che costruiscono un nemico finiscono per allontanare ciò che può unire e aggravano il peso delle guerre già in corso.
«Non c’è tempo da perdere: il divisore imbroglia e fa credere che troviamo la pace con le armi e non con il dialogo e il diritto», ha detto il cardinale. Nel richiamare l’esempio del santo, Zuppi ha spiegato che spogliarsi delle armi non equivale a essere deboli o arrendevoli: significa affrontare l’altro senza supponenza e cercare una soluzione capace di ricomporre la comunità.
Il messaggio rivolto a tutti
Per Zuppi, Francesco resta un riferimento per un’epoca segnata da violenza, odio e incomprensioni. Il santo di Assisi, ha sottolineato, incontrava chiunque senza paura e senza ricorrere alla spada, indicando una pace autentica soltanto quando comprende tutti e si fonda sul diritto, non sull’imposizione del più forte.
Il cardinale ha inoltre descritto l’amore francescano come una scelta concreta e totale, lontana da formule vaghe o rassicuranti. La celebrazione ha così assunto un significato che supera la dimensione religiosa e nazionale, con un invito a costruire convivenza attraverso umiltà, coraggio e dialogo.
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Assisi accoglie il capo dello Stato
Mattarella è arrivato nella città umbra per le celebrazioni, accolto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dal sindaco Valter Stoppini e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. La presenza del presidente della Repubblica ha dato particolare rilievo alla giornata, che ogni anno si celebra il 4 ottobre.
Fra Moroni ha definito la visita un dono per Assisi e ha ricordato che l’offerta dell’olio per la lampada votiva davanti alla tomba del santo è stata compiuta quest’anno a nome dell’intera Italia. «Francesco non è soltanto dell’Italia, è davvero del mondo», ha aggiunto, collegando alla ricorrenza anche la presenza degli ambasciatori.
La lampada accesa per l’Italia
Durante la messa nella Basilica superiore, Valter Stoppini ha acceso la lampada votiva dedicata a San Francesco in rappresentanza di regioni, province e comuni italiani. Il gesto ha accompagnato la preghiera per l’unità del Paese, la solidarietà e la fraternità.
Rivolgendosi al santo, il sindaco ha chiesto protezione per il popolo italiano, luce per chi governa e attenzione per lavoratori e famiglie. Ha invocato inoltre prosperità e pace, affidando alla figura di Francesco il compito simbolico di rafforzare i legami tra le diverse comunità del Paese.
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