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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Calenda sfida il bipopulismo: i 5 pilastri del Centro liberale

Il leader di Azione presenta la linea del nuovo Centro su Ucraina, difesa europea, riforma dell’Unione e politica industriale

La politica estera diventa il terreno sul quale Carlo Calenda vuole distinguere il Centro liberale tanto dalla destra quanto dalla sinistra. Il leader di Azione ha indicato cinque priorità per il progetto politico costruito insieme a Pina Picierno, Giuseppe Benedetto, agli Europeisti e ad altri esponenti.

In un messaggio pubblicato su X, Calenda ha preso le distanze da quello che definisce «questo spettacolo triste della destra indecisa a tutto e della sinistra populista». Nel mirino sono finite anche le contrapposizioni interne tra Conte, Renzi, De Luca, Bonelli, Onorato e Bettini, oltre alle «boutade di Salvini» e alla mediocrità attribuita a Urso.


Ucraina e difesa al centro

Il primo punto della piattaforma riguarda il sostegno militare a Kiev: secondo Calenda, le armi dovranno essere garantite all’Ucraina per tutto il tempo necessario a fermare Putin. La seconda direttrice prevede invece la partecipazione italiana, insieme ai Paesi disponibili, alla costruzione di una difesa europea integrata nella Nato.

La proposta comprende anche un incremento della spesa militare, da adeguare alle esigenze di sicurezza dell’Italia e dell’Europa. Per il leader di Azione, queste scelte richiedono una posizione netta in una fase segnata dal confronto tra imperi e dal rischio che l’Unione europea venga indebolita o smembrata.

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Un’Europa più integrata

Il terzo elemento indicato da Calenda è la cancellazione del diritto di veto nel Consiglio europeo. L’obiettivo dichiarato è favorire il passaggio verso un’Europa federale, con procedure decisionali meno esposte ai blocchi dei singoli Stati.

La quinta priorità riguarda invece il modello economico: il Centro liberale propone una revisione radicale del Patto verde europeo, il ritorno della produzione manifatturiera e investimenti nel nucleare. Gli altri temi, ha spiegato Calenda, potranno essere oggetto di confronto e compromesso; sulla politica estera, militare, economica e commerciale, ritiene invece indispensabile mantenere una linea definita.

Calenda ha infine rivolto un appello a chi non si riconosce nelle esitazioni e nelle ipocrisie che attribuisce ai due principali schieramenti. Il progetto, ha sostenuto, vuole proporsi come alternativa al «bipopulismo» e come punto di riferimento liberale, popolare ed europeista.

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