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Politica 3 min di lettura48 min fa

San Francesco, il richiamo di Mattarella: «Il denaro non sia un idolo

Ad Assisi il presidente della Repubblica celebra il ritorno della festa nazionale e rilancia l’attualità del messaggio francescano su pace, povertà e rispetto del Creato.

La pace non può essere affidata alla forza delle armi e il messaggio di San Francesco continua a interrogare il presente. È questo il filo conduttore delle celebrazioni ad Assisi, dove Sergio Mattarella ha partecipato alla festa del patrono d’Italia, tornata a essere una ricorrenza nazionale, nell’ottavo centenario della morte del santo.


Zuppi: la pace nasce dal dialogo

Durante la messa nella Basilica superiore, il cardinale Matteo Zuppi ha messo in guardia dalla seduzione della potenza, dai nazionalismi e dalle campagne che alimentano la contrapposizione. Il presidente della Conferenza episcopale italiana ha descritto un mondo segnato da guerre e tensioni, ma ha ricordato che il conflitto non rappresenta un destino inevitabile.

«Il divisore imbroglia e fa credere che troviamo la pace con le armi e non con il dialogo e il diritto», ha affermato Zuppi nell’omelia. Richiamando l’episodio del lupo di Gubbio, il cardinale ha spiegato che Francesco non fu arrendevole: cercò invece di disarmare l’avversario attraverso l’incontro, la responsabilità e la ricostruzione di un legame con la comunità.

Per Zuppi, il santo di Assisi indica una strada fondata sulla fraternità e sulla capacità di parlare con tutti, senza arroganza né distanza. La pace, ha sottolineato, è autentica soltanto quando coinvolge ogni persona e richiede costruttori umili, capaci di difendere il diritto senza trasformarlo nella legge del più forte.


Mattarella e la lezione contro il denaro

Nel suo intervento, Mattarella ha presentato Francesco come una figura il cui messaggio supera i confini italiani e quelli della stessa cristianità. A ottocento anni dalla sua morte, il santo continua a essere considerato un riferimento universale per credenti e non credenti, grazie alla sua testimonianza di pace, amore e rispetto per il Creato.

Il presidente ha ricordato la trasformazione radicale vissuta da Francesco: dagli ideali cavallereschi e dalla ricerca della gloria alla scelta della povertà, del servizio agli ultimi e della vicinanza a tutte le creature. La sua rinuncia ai beni, ha spiegato, non fu una fuga dalla realtà, ma una rottura concreta con il culto della ricchezza.

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«La sua povertà, così cercata e desiderata, fu rottura concreta con l’idolatria del denaro», ha detto Mattarella ad Assisi. Nel discorso ha inoltre collegato l’insegnamento francescano ai temi contemporanei della dignità umana, della tutela ambientale e della pace, ricordando le preoccupazioni legate all’inquinamento, alla devastazione delle foreste e al riscaldamento del pianeta.


La lampada accesa per tutta l’Italia

A rendere simbolica la celebrazione è stata anche l’accensione della lampada votiva davanti alla tomba di San Francesco. Il gesto è stato compiuto dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini, a nome di regioni, province e comuni italiani, durante la celebrazione presieduta da Zuppi.

Rivolgendosi al santo, Stoppini ha invocato protezione per il Paese e ha chiesto di rafforzare unità, solidarietà e fraternità, con un pensiero rivolto anche ai lavoratori e alle famiglie. Alla cerimonia erano presenti Mattarella, il sottosegretario Alfredo Mantovano e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

Il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, ha definito la presenza del capo dello Stato un dono per Assisi e ha sottolineato il valore dell’offerta dell’olio da parte dell’intera Italia. La partecipazione degli ambasciatori e il significato della festa, ha aggiunto, richiamano una dimensione universale: Francesco non appartiene soltanto al suo Paese, ma parla al mondo.

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