Ventotene, la voce dei giovani dem: Kiev sì anche da disertori
A Ventotene i giovani del Pd raccontano la paura della guerra e difendono la posizione della segretaria Virginia Libero sul sostegno all’Ucraina.
La guerra è il punto di partenza del messaggio lanciato dai giovani del Partito democratico riuniti a Ventotene. Tra il timore per il ritorno delle grandi potenze al conflitto e il sostegno a Kiev, il gruppo rivendica una posizione che non considera contraddittoria.
La paura è diventata esperienza
Virginia Libero, segretaria dei giovani dem, ha descritto il clima vissuto dalla sua generazione parlando di «un sentimento di paura». Il conflitto non viene percepito come un tema lontano, ma come una realtà cresciuta insieme a loro.
Secondo Libero, questi ragazzi sono diventati adulti osservando «il ritorno delle grandi potenze alla guerra». È questo contesto a spiegare il tono delle loro parole e la cautela con cui affrontano il tema del sostegno all’Ucraina.
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Il sostegno a Kiev resta fermo
Pur partendo dalla paura, i giovani dem non rinunciano a schierarsi con l’Ucraina. La loro tesi è riassunta nell’idea che «si può stare con Kiev anche essendo disertori», una formula con cui rivendicano la possibilità di sostenere la causa ucraina senza identificarsi con la logica della guerra.
A Ventotene, dunque, la difesa di Virginia Libero si intreccia con una riflessione più ampia sulla posizione politica del gruppo. Da una parte c’è il timore maturato davanti ai conflitti tra grandi potenze; dall’altra, la convinzione che questo sentimento non impedisca di esprimere solidarietà a Kiev.
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