Caso Regeni, dopo la sentenza resta il gelo: la famiglia attende risposte
A ventiquattro ore dalla decisione dei giudici, Paola e Claudio Regeni non hanno ricevuto contatti dal governo e tornano a chiedere una svolta diplomatica.
Il giorno successivo alla sentenza, per la famiglia Regeni, è stato segnato dall’assenza di comunicazioni ufficiali. Nessuna telefonata né un contatto da parte del governo ha raggiunto Paola e Claudio, che ora dicono di aspettarsi azioni concrete: “Ora aspettiamo i fatti”.
Il governo non si fa sentire
Nelle ventiquattro ore successive alla decisione dei giudici, nessun esponente dell’esecutivo avrebbe contattato i genitori di Giulio Regeni. Il silenzio istituzionale è arrivato proprio dopo un passaggio giudiziario che la famiglia considera importante.
Paola e Claudio Regeni, tuttavia, non sembrano sorpresi dall’assenza di un messaggio ufficiale. Nel corso degli anni, spiegano, hanno già assistito a prese di posizione di amministrazioni di centrodestra contrarie alla presenza degli striscioni gialli nei municipi.
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La richiesta di una svolta diplomatica
I genitori ribadiscono intanto la necessità di interrompere immediatamente i rapporti diplomatici. La loro posizione parte da una convinzione precisa: oggi, affermano, esiste una verità sulla vicenda di Giulio.
“Abbiamo adesso una verità”, sostengono Paola e Claudio Regeni, chiedendo che alle parole seguano decisioni effettive. Per la famiglia, il prossimo passaggio non dovrebbe quindi limitarsi alle dichiarazioni, ma tradursi in iniziative concrete da parte delle istituzioni.
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