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Politica 1 min di lettura3 ore fa

Berlusconi, la festa dopo la morte: torte, canti e cartonati

A Villa Certosa Luigi organizza una celebrazione per i 90 anni postumi del padre, mentre a Napoli la ricorrenza assume i contorni di un omaggio pubblico.

Il novantesimo compleanno di Silvio Berlusconi arriva dopo la sua morte, ma viene comunque celebrato con una festa costruita attorno alla sua figura. A Villa Certosa, in Sardegna, il figlio Luigi ha voluto una ricorrenza fatta di torte, canti e sagome di cartone, in un’atmosfera pensata per riportare al centro il ricordo dell’ex presidente del Consiglio.

Alla celebrazione non prendono parte Marina e Piersilvio Berlusconi. Sono invece presenti Veronica Lario, già moglie di Berlusconi, e Marta Fascina, sua ultima compagna. La composizione degli invitati aggiunge un elemento di attenzione a una giornata nata ufficialmente per ricordare il compleanno, ma inevitabilmente segnata anche dagli equilibri familiari.


Villa Certosa diventa il teatro del ricordo

La residenza sarda ospita l’iniziativa voluta da Luigi, che ha scelto di trasformare la ricorrenza in un omaggio personale al padre. Le torte, la musica e i cartonati contribuiscono a ricreare una festa con una presenza simbolica di Berlusconi, pur in assenza del festeggiato.

Il carattere postumo dell’appuntamento rende particolare ogni dettaglio della celebrazione. Non si tratta soltanto di una ricorrenza anagrafica, ma di un modo per mantenere vivo il personaggio pubblico e privato attraverso immagini, oggetti e momenti condivisi nella sua casa in Sardegna.

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Da Napoli un omaggio ancora più teatrale

La celebrazione si collega anche alle iniziative organizzate a Napoli per il novantesimo compleanno. In quel contesto, la ricorrenza viene raccontata attraverso una messinscena che richiama il cinema e una storia incentrata sulla morte, sulla festa e sull’ultimo tempo concesso al protagonista.

Il riferimento è al film «Vi presento Joe Black», con Brad Pitt nel ruolo della Morte che si presenta davanti a un magnate della televisione. Il parallelismo viene evocato nel racconto dell’evento napoletano, dove la festa per Berlusconi assume così una dimensione quasi scenica, sospesa tra memoria, spettacolo e assenza.

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